Il Tirreno

Pisa

geometra nei guai

Un timbro fasullo e l’area era edificabile

PISA. Il terreno diventava edificabile con un timbro. Le tasse di successione pagate per conto dei clienti con un modello F23 taroccato. E poi le richieste di soldi per incarichi professionali...

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PISA. Il terreno diventava edificabile con un timbro. Le tasse di successione pagate per conto dei clienti con un modello F23 taroccato. E poi le richieste di soldi per incarichi professionali ritenuti inesistenti.

C'è la truffa che va a braccetto con il falso in scrittura privata nel processo a carico di un geometra, cancellato dall'albo professionale nel luglio 2014, che per l'accusa si sarebbe intascato almeno 100.000 euro di clienti ai quali aveva prospettato il regolare iter di pratiche prive, in realtà, di ogni fondamento.

Sergio Barsotti, 59 anni, nato a Cascina, residente a Pisa, citato a giudizio dal pm Antonio Giaconi è difeso dall'avvocato Michele Orsitto. Nell'ultima udienza (vice procuratore onorario Giovanni Pepe, giudice onorario Paola Giovannelli), sono stati ascoltati diversi testi dell'accusa.

Nel processo ci sono quattro parti civili, clienti del professionista che sostengono di aver perso decine di migliaia di euro dopo essersi rivolti al geometra.

Tra i vari episodi contestati all'imputato ce ne sono diversi che, nell'ipotesi dell'accusa, rappresentano il geometra più intento a costruire pratiche basate sul nulla, ma efficaci al momento di battere cassa con gli onorari, che a lavorare su committenze concrete.

C'è il caso di un terreno a Ospedaletto "trasformato" in edificabile con tanto di timbro comunale sul documento consegnato al cliente. Solo che il sigillo era falso.

Apposto da Barsotti, stando alla Procura, per far credere quello che non era traendone un vantaggio finanziario. Non solo.

Ci sono le tasse di successione mai versate per le quali il professionista aveva ricevuto i soldi dei clienti. La ricevuta di pagamento del modello F23 era fittizia.

Ma anche la necessità prospettata ai committenti dei lavori di dover pagare alcune perizie geologiche che, al contrario, per l'accusa erano inesistenti e necessarie solo sulla carta.

Quando poi i documenti, che per l'accusa erano stati modificati a uso e consumo del professionista per dimostrare l'attività svolta, in astratto a favore dei clienti, hanno iniziato a circolare anche negli uffici comunali, il meccanismo si è inceppato. In alcuni casi l'atto al centro della disputa legale riportava timbri e sigle di Palazzo Gambacorti.

Nel momento in cui il personale degli uffici tecnici se ne è accorto sono partite le segnalazioni alla magistratura.

E anche al collegio dei geometri un privato ha presentato un esposto lamentando un danno ingente per la condotta del professionista che, secondo l'accusa, incassava le notule, ma senza portare avanti le pratiche dissimulando con atti falsificati la sua inerzia. Prossima udienza a fine giugno.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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