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L’invenzione pisana strega gli Usa

L’invenzione pisana strega gli Usa

Gli spaghetti serviti nel cono da passeggio grazie a Ettore Pardossi

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PISA. A New York gli spaghetti si possono mangiare anche camminando per la strada grazie al cono di carta “da passeggio”. L’idea è venuta a tre italiani che nei mesi scorsi hanno aperto il ristorante “Spaghetti incident” a Manhattan, nel quartiere Lower East Side. Uno dei soci è pisano, ma vive a New York dal 2010: si chiama Ettore Pardossi, ha 37 anni e ricopre il ruolo di Sous Chef. Gli altri due soci sono Emanuele Attala, che è lo chef del ristorante, e Giovanni Gentile, il general manager di “Spaghetti incident”.

Il nome del locale è stato preso in prestito dall’album dei Guns N’ Roses del 1993 e la caratteristica della cucina, rigorosamente italiana, è quella di servire solo pasta lunga (spaghetti, bucatini e spaghetti alla chitarra), ma nel menù ci sono anche gli arancini di riso e le insalate. Chi ha il tempo per una pausa pranzo o vuole gustarsi con calma una cena può accomodarsi all’interno del ristorante che offre trentacinque posti a sedere e la cucina a vista. Altrimenti è possibile acquistare direttamente dalla strada, da una apposita apertura, tutti i tipi di pasta in menù serviti nel comodo cono di carta “to go”, da portare via per essere gustato passeggiando per le strade di Manhattan. L’idea ha avuto tanto successo da suscitare l’interesse dei giornali: il Guardian ha definito l’invenzione un miracolo della fisica, un sistema geniale per consumare la pasta mentre si cammina. Il New York Times ha titolato: “To takeaway: Scoop on spaghetti in a cone”. I tre ristoratori italiani si sono ispirati al risotto che può essere trasformato in arancini di riso per essere tenuto in mano, ma soprattutto a una vecchia tradizione romagnola. La storia è raccontata nel sito spaghettiincidentnyc.com: negli anni Cinquanta era frequente vedere le persone con un cono di carta nelle mani mentre erano a passeggio sul lungomare di Rimini. Nel dopoguerra l’Italia era povera e la maggior parte del cibo era servito in coni di carta: cibi fritti, frutta, caramelle e pasta.

«Vivo all’estero un po’ per caso – dichiara Ettore Pardossi – ma fino ad ora la considero la più bella esperienza della mia vita. Sono arrivato a New York nel 2010 e ho lavorato in diversi settori, ma sempre come cameriere part-time in alcuni ristoranti italiani. Nel 2014 ho deciso di lavorare a tempo pieno nella ristorazione e questo mi ha permesso di rafforzare il rapporto con i miei attuali soci, Emanuele Attala e Giovanni Gentile».

Daniela Salvestroni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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