Italia
«Candidati del Pd, basta faide interne e spazio per tutti»
PISA. «Le primarie di Vecchiano e Cascina hanno una valenza molto locale. Contano le persone, i rapporti e, nel caso di Antonelli, il lavoro svolto come sindaco e, per Angori, quello di assessore di...
PISA. «Le primarie di Vecchiano e Cascina hanno una valenza molto locale. Contano le persone, i rapporti e, nel caso di Antonelli, il lavoro svolto come sindaco e, per Angori, quello di assessore di lungo corso. Difficile quindi dare etichette a queste candidature». Questa l’analisi del voto di domenica scorsa da parte di Simone Giglioli, componente (renziano) della segreteria provinciale del Pd e presidente del consiglio comunale di San Miniato.
Giglioli, le vittorie di Angori ed Antonelli possono essere considerate quella della sinistra del partito nei confronti della parte renziana?
«Credo che voler mettere a tutti i costi le bandierine sopra ad una candidatura o a una vittoria sia in questo momento sbagliato e miope. A Cascina certamente il risultato premia l’esperienza amministrativa del sindaco Antonelli, ma il fatto che siano state raccolte le firme per le primarie e che il 40% dei votanti abbia sostenuto Paganelli deve far capire che in questi anni sono emerse anche delle criticità di cui si dovrà tenere conto nella costruzione del programma con cui presentarsi alle elezioni di giugno. Ora l’obiettivo deve essere quello di unire e non dare spazio a chi vuole dividere con teorie congressuali da faide interne. Per questo ritengo sbagliato che chi ha vinto abbia la presunzione di escludere chi ha perso dalla propria squadra o dall’idea di una costruzione di un programma condiviso. Sarebbe come dire a migliaia di elettori delle primarie che quello che pensano non conta niente. Il Pd è un grande partito che ha il compito di aprirsi e non certo di chiudersi. Un discorso che ovviamente vale anche per Angori a Vecchiano a cui, certamente, non si può dire che si contrapponesse un candidato renziano».
Se gli elettori hanno premiato la continuità, vuol dire che hanno apprezzato anche le alleanze del Pd con la sinistra radicale (a Cascina e Vecchiano)...
«Più dei partiti credo che contino le persone che li rappresentano. Certamente il caso di Sel è quello più particolare. A Pisa esce e sbatte la porta in faccia al sindaco Filippeschi: a Cascina e Vecchiano (ma anche a San Giuliano) costruisce l’alleanza di governo. Contraddizioni che questa sinistra dovrebbe risolvere. Al contrario di quanto dice l’on. Fontanelli, poi, le primarie sono servite a palesare anche alcune critiche verso le nostre amministrazioni permettendo di trovare un canale di relazione e fiducia dentro il Pd e il centrosinistra. Se non le avessimo fatte avremmo regalato quegli elettori a chi oggi è all’opposizione o, magari, all’astensionismo"
In vista delle elezioni di giugno, come pensa si comporteranno i candidati Pd a Cascina e Vecchiano?
«A Cascina credo che il clima si stia rasserenando e Antonelli ha tutte le carte in regola per vincere al primo turno a patto che, come detto, sappia farsi interprete di tutte le istanze emerse all’interno del Pd e del centrosinistra e non pensi che la sola idea di continuità possa garantirgli un facile successo. Angori a Vecchiano può imporsi con altrettanta autorevolezza. Poi, ovviamente, dipenderà anche da chi e quanti saranno gli sfidanti: noi abbiamo scelto i candidati con un metodo di grande partecipazione democratica, altri con la sola benedizione di Matteo Salvini. Già questa mi sembra una bella differenza».
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
