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presidio in piazza xx settembre

Pisa 81, rabbia degli inquilini «Chiarezza dal Comune»

Pisa 81, rabbia degli inquilini «Chiarezza dal Comune»

PISA. «Non c'è più tempo da perdere, la politica intervenga per fare chiarezza». Prima in piazza, poi, “armati” di bandiere e volantini, in commissione consiliare. Una trentina di inquilini del...

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PISA. «Non c'è più tempo da perdere, la politica intervenga per fare chiarezza».

Prima in piazza, poi, “armati” di bandiere e volantini, in commissione consiliare.

Una trentina di inquilini del complesso immobiliare “Pisa 81” si sono ritrovati in presidio insieme ai rappresenti del Sunia in piazza XX Settembre per “pressare” la seconda commissione consiliare, riunitasi ieri per discutere alla presenza anche di una rappresentanza degli inquilini e dei sindacati del caso del complesso edilizio e per a dare mandato alla giunta di convocare un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti nella dismissione dei circa duecento appartamenti (oltre a garage e fondi commerciali) costruiti nel 1984 nell'area dell'ex fabbrica Richard Ginori vicino al viale delle Piagge.

La vendita del complesso immobiliare (diviso in tre blocchi), di proprietà dell’Enpam, l'ente previdenziale dei medici, rappresenta la più grande operazione di questo tipo in provincia di Pisa con un giro di oltre 35 milioni di euro, ma da tempo gli inquilini e i rappresentanti sindacali chiedono di fare chiarezza sull’iter, che sta assumendo i connotati di «una speculazione».

«Ci troviamo di fronte ad una disdetta di massa dei contratti di locazione per quegli appartamenti (32) acquistati dalla società immobiliare Porta a Terra di Livorno – spiega Luca D’Onofrio, segretario provinciale del Sunia –, non rispettando gli accordi nazionali che prevedono il rinnovo a canone concordato dei contratti di locazione. Per non parlare delle modalità con le quali la dismissione del complesso è stata attuata, senza il rispetto degli accordi sindacali sottoscritti».

Il complesso immobiliare, da sempre soggetto a problemi strutturali, ha ottenuto inoltre l’agibilità solo pochi mesi prima dell’inizio della reale dismissione (31 anni dopo la costruzione). Comune e Asl non hanno invece mai risposto alle richieste di agibilità degli inquilini e dei sindacati, che sono stati ascoltati in commissione consiliare la scorsa settimana.

«La nostra richiesta di incontro ad Enpam è rimasta nel vuoto - conclude il segretario provinciale del Sunia - e per questo chiediamo che sia il Comune a farsi garante della convocazione di un tavolo di confronto che veda la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nella procedura di dismissione per fare chiarezza, garantire il rispetto degli accordi sottoscritti e il rinnovo dei contratti di locazione». (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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