Il dolore
Pd, lo scatto a sinistra. E Pisa studia Cascina
In città si fanno valutazioni (e autocritiche) in vista delle elezioni amministrative 2018
PISA. Ci sono alcuni dati di fatto. I due vincitori delle primarie del Pd - Alessio Antonelli a Cascina, Massimiliano Angori a Vecchiano - sono entrambi esponenti della sinistra del partito: al di là del giudizio sul premier Renzi, la loro storia ed i loro rapporti dicono questo. Altro dato di fatto è che i vertici, espressione della maggioranza renziana del partito, avevano invitato al cambiamento, sostenendo da una parte Andrea Paganelli e dall’altra Cristiano Meciani: l’esito delle urne ha detto che l’elettorato democratico (e di centrosinistra) ha fatto di testa propria, non seguendo l’indicazione arrivata “a tavolino”. Non è un dato di fatto, ma si percepisce nelle discussioni sottovoce cittadine, che quanto successo a Cascina (più che a Vecchiano) è già oggetto di studio a Pisa in previsione delle amministrative 2018. Fa riflettere i renziani, ridà slancio alla sinistra dem.
Il giorno dopo è quello delle spiegazioni e delle giustificazioni, in una Toscana (e in un’area pisana) che si distingue dalla tendenza - renziana - nazionale delle altre primarie, a cominciare da Roma. Una Toscana dove spicca la scelta del governatore Enrico Rossi di proporsi in alternativa al premier alla guida del Partito democratico, definendo la sua «candidatura esplicitamente di sinistra». Quel Rossi che mantiene ottimi rapporti con tutti i sindaci pisani lungo l’asta dell’Arno, Pisa e Cascina comprese. A Vecchiano non si vuole dare un peso troppo politico alla bocciatura di Meciani lasciando la motivazione del voto soprattutto a questioni di carattere locale, ed in effetti quello scarto di oltre 300 voti nella sezione di Nodica (quella di Angori) ha fatto la differenza. Certo che per Meciani si erano sbilanciati la segreteria comunale e il sindaco Giancarlo Lunardi. Il cittadino vecchianese, scegliendo Angori, ha come premiato l’attuale giunta auspicando la continuità. Fatta, a Vecchiano più che altrove, da una condivisione dell’attività amministrativa con le altre forze di sinistra, Rifondazione e Sel; netta, sotto questo profilo, la differenza con Pisa.
A Cascina la caratterizzazione della sfida Antonelli-Paganelli è stata ben più all’insegna (anche) dell’impostazione anti-renziani contro renziani. I big democratici legati al premier hanno partecipato attivamente alla campagna pro-Paganelli. Antonelli, sostenuto da SinistraDem, ne ha fatto una questione personale, una sorta di referendum. N’è uscito largamente vittorioso e, dentro la maggioranza del partito, ora si sente dire: «Non siamo riusciti ad individuare il candidato giusto». Se l’obiettivo ora è ricompattare il partito dopo le tensioni delle primarie, l’altro lato della medaglia sono le preoccupazioni crescenti in caso di non improbabile ballottaggio alle amministrative di giugno, davanti all’arrembante Susanna Ceccardi della Lega Nord, sponsorizzata da Matteo Salvini.
La parola d’ordine dentro le stanze del Pd è ricompattare, smussare, abbassare i toni. Il “manifesto” lo firma Antonio Mazzeo, vicesegretario regionale del partito: «In Toscana le primarie si sono dimostrate ancora una volta uno straordinario momento di partecipazione e democrazia. Complimenti a Lorenzo Mascagni, Alessio Antonelli e Massimiliano Angori che hanno vinto a Grosseto, Cascina e Vecchiano. Li aspetta ora la sfida più difficile. Agli sconfitti Paolo Borghi, Andrea Paganelli e Cristiano Meciani il compito di lavorare insieme e dare il proprio contributo per vincere, tutti insieme e prima di tutto, come Pd». Qualche nota più critica, via Facebook, arriva da Enrico Rossi: «Penso che un partito più organizzato e presente sul territorio avrebbe potuto fare anche meglio e che bisogna stare attenti e non sottovalutare i segnali di stanchezza. Il partito ha bisogno di una cura fatta di più organizzazione sul territorio, più dibattito e confronto sulle proposte politiche. Ne parleremo. Ora, tutti uniti al lavoro per vincere le elezioni». Pisa ha già iniziato a guardare cosa succede a Cascina: prove generali di strategie pre-elettorali.
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