Il dolore
«Negato il reintegro al lavoro»
L’Usb denuncia il caso di un lavoratore impiegato alla compagnia Ctt Nord
PISA. «La Ctt Nord nega il rientro al lavoro ad un conducente reintegrato dopo ingiusto licenziamento». L’Unione sindacale di base (Usb) accusa la compagnia di trasporto pubblico locale su gomma: «Persecuzione inaccettabile». A seguito di un’indagine interna, lo scorso anno la Ctt Nord ha licenziato un conducente livornese per la presunta manomissione di un autobus aziendale, ma il Tribunale di Pisa - al quale il lavoratore si era rivolto - ha annullato la tesi della società che gestisce il servizio di trasporto pubblico nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara e, con un’ordinanza della sezione civile, ha disposto il reintegro del lavoratore e il risarcimento di tutti gli emolumenti non percepiti dal momento del licenziamento al momento dell'effettivo ritorno al lavoro. «La Ctt Nord – spiega l’Usb di Livorno – lo scorso 26 febbraio ha comunicato al lavoratore il reintegro in organico dal primo marzo, dispensandolo contestualmente dal prestare servizio fino a nuovo ordine». In pratica l’azienda verserà stipendi e contributi al lavoratore negandogli però «il ritorno al lavoro». «Un accanimento che prescinde dalla veridicità dei fatti», accusa il sindacato di base che promette battaglia. «Un lavoratore – prosegue – preso a capro espiatorio in un momento in cui la Ctt Nord, a causa delle azioni di protesta dei lavoratori per la cancellazione del contratto di secondo livello e con alcune vetture poste sotto sequestro e con indagini in corso da parte della magistratura, si trovava in enormi difficoltà: un atto intimidatorio verso tutti i lavoratori, richiamati all'ordine e all'accettazione incondizionata delle forti perdite salariali e normative, e al contempo un tentativo di scaricare sui lavoratori la responsabilità delle drammatiche condizioni del parco mezzi».(d.r.)
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