Chiuso il Grand Hotel i sindacati: «Sciopero punito coi licenziamenti»
Il Bonanno lascia a casa 22 dipendenti. Nei giorni scorsi la protesta per il ritardo nel pagamento degli stipendi
PISA. «Lo sciopero punito con i licenziamenti». «No, lo sciopero è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma da tempo stavamo meditando di lasciare la gestione dell’albergo».
Il Grand Hotel Bonanno chiude i battenti e lascia a casa 22 lavoratori. E il braccio di ferro tra i sindacati e la società che nel 2014 ha rilevato la gestione della struttura ricettiva si trasforma in uno scontro. La scorsa settimana i dipendenti dell’albergo di via Gabba hanno incrociato le braccia per contestare il ritardo con cui venivano versati gli stipendi. Tre giorni dopo, Hgs Pienza, azienda che due anni fa ha rilevato la conduzione dell’hotel a quattro stelle, ha rescisso il contratto commerciale con la società di servizi alberghieri Se.Al. alla quale aveva affidato gran parte delle attività (dalla gestione delle camere alla ristorazione ai servizi di facchinaggio), mantenendo solo il coordinamento della reception, e comunicato alla proprietà «che non abbiamo più interesse a portare avanti la gestione dell’albergo». Alle comunicazioni alla proprietà è seguito l’invio delle lettere di licenziamento al personale impiegato. Metodi e tempi che secondo i sindacati portano alla strada della ritorsione contro chi, martedì scorso, ha incrociato le braccia contro i ritardi nei pagamenti degli stipendi. Ma la società si difende: «Con la crisi e la spietata concorrenza, da tempo stavamo valutando con la proprietà di lasciare la gestione. Lo sciopero è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso», spiega Francesco Paglialunga, amministratore della Hgs Pienza. Lo sciopero, indetto da Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl, ha dato vita ad un braccio di ferro con la società con sede legale nel senese che ha accusato i sindacati di «violare le più elementari norme delle relazioni industriali e sindacali». «Con una formale comunicazione avevamo avvisato dello slittamento dei pagamenti di tre giorni – prosegue Paglialunga –. La risposta è stata uno sciopero a sorpresa che ha reso vani tutti gli sforzi fatti per affrontare i problemi, soprattutto in questi momenti di dura crisi e di carenza lavorativa. Con questi rapporti non possiamo raggiungere alcun risultato».
Ieri le prime lettere di licenziamento sono state recapitate agli ormai ex dipendenti. Nei prossimi giorni le missive raggiungeranno tutti i 22 lavoratori impiegati per la maggior parte con contratti a tempo indeterminato. Secondo l’amministratore della Hgs Pienza, l’interruzione dei contratti di lavoro non è legata in alcun modo alla mobilitazione iniziata lo scorso 8 febbraio con la proclamazione dello stato di agitazione, ma deriva dalla «cessazione dell’attività». «Un’anomalia – accusa invece Matteo Taccola della Filcams-Cgil –. La società ha inviato le lettere di licenziamento senza alcun preavviso, disattendendo anche gli accordi sindacali che prevedono l’eventuale passaggio dei lavoratori alla società subentrante nella gestione o, a cascata, alla proprietà e non il licenziamento dei lavoratori», che per il futuro sperano adesso nel buon esito della trattativa che la proprietà starebbe portando avanti con una nuova azienda, interessata a rilevare la conduzione dell’hotel e che potrebbe reintegrare il personale licenziato.
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