Sicurezza
Angori supera Meciani oltre ogni pronostico
L’attuale assessore si aggiudica la candidatura con il 59 per cento dei voti
VECCHIANO. Massimiliano Angori è il candidato sindaco del Pd di Vecchiano per le prossime amministrative di giugno. L’attuale assessore alla gestione del territorio ha vinto le primarie con oltre il 59% dei voti, superando lo sfidante Cristiano Meciani che si è fermato al 41%. Una vittoria netta che Angori ha costruito nella “sua” Nodica dove ha ricevuto un vero e proprio plebiscito. Non sono serviti a Meciani, invece, il successo netto nella sezione di Vecchiano e quelli più contenuti di Avane e Migliarino. Sono stati 1.217 i votanti (1.203 i voti validi) che si sono recati alle urne chiamati per la prima volta a Vecchiano alle primarie. Un numero superiore alle attese della vigilia che sicuramente ha soddisfatto il Pd locale.
«I vecchianesi hanno risposto con entusiasmo a questa consultazione - ha commentato il segretario comunale dei democratici, Massimo Marianetti -. Speravamo di toccare quota mille ed invece l’abbiamo abbondantemente superata. Ora Massimiliano Angori è il candidato ufficiale a sindaco del Pd e tutti siamo già impegnati a lavorare per questi mesi che ci porteranno alle elezioni di giugno».
La vittoria di Angori sulla carta non sembrava scontata nonostante i record di preferenze che nelle ultime due legislature lo avevano fatto entrare in consiglio comunale. Cristiano Meciani aveva infatti il sostegno della stragrande maggioranza del partito (e del sindaco Giancarlo Lunardi), con tutte le sezioni, ad eccezione di quella di Nodica, che avevano votato per la mozione in suo favore al momento della decisione di svolgere le primarie. E proprio Nodica ha fatto la differenza, con Angori che ha scavato il solco definitivo con Meciani, staccandolo di oltre 320 voti. Da oggi quindi sarà l’assessore a lavorare anzitutto alla nuova coalizione e poi al programma, con l’obiettivo di ripartire dall’attuale alleanza di “Insieme per Vecchiano”. Alcuni punti fermi comunque sono già stati messi dal Pd nelle settimane scorse, come ci spiega ancora Marianetti: «La prima cosa da fare è mettere mano alle alleanze, partendo però da una serie di incontri ed accordi già intavolati nel mese di gennaio. Poi lavorare tutti insieme al programma».
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