Sicurezza
Sant’Ermete continua la protesta contro Apes Sciopero degli affitti
Gli inquilini chiedono interventi per alloggi più dignitosi Alcuni si sono autoridotti il canone, altri non pagano proprio
PISA. «Non torneremo a pagare l'affitto finché non vedremo degli interventi concreti».
Non si placano le proteste dei cittadini di Sant'Ermete, tornati in campo agguerriti per rivendicare il proprio diritto ad un «quartiere più vivibile e ad alloggi dignitosi». Diversi sono i problemi venuti fuori nel corso dell'assemblea pubblica di venerdì pomeriggio al bar Eden di via Emilia, a cui hanno aderito una cinquantina di persone, e altrettante le richieste che il comitato popolare del quartiere avanza all'amministrazione comunale. Niente sembra infatti cambiato rispetto a novembre, quando alcuni attivisti del comitato si resero protagonisti di un blitz a Palazzo Gambacorti che mandò su tutte le furie il sindaco Filippeschi. Ad oggi, i rapporti con i responsabili delle politiche abitative rimangono incrinati, ma i residenti del quartiere non intendono abbassare la cresta: «Non chiediamo nulla di impossibile, solo un po' di dignità». Più nel dettaglio, da anni il comitato popolare si batte perché vengano buttati a terra e riedificati “i vecchi scheletri fatiscenti” di via Emilia, blocchi di appartamenti in disuso dai quali l'amministrazione ha promesso di ricavare nuovi alloggi popolari. «I lavori sarebbero dovuti iniziare nel giugno 2014, ma ancora non si vede nulla – ha spiegato Marzia Ricoveri, membro del comitato –. Non vogliamo più vivere in case che cadono a pezzi, che si allagano quando piove e dove la muffa regna sovrana». La donna fa parte di quel gruppo di inquilini dei vecchi blocchi che, per protesta, porta avanti da alcuni mesi l'autoriduzione o sospensione del canone sociale. «Ho sempre pagato perché, grazie a Dio, ho un lavoro. Da due mesi, però, non verso più un euro, nella speranza di provocare una reazione». Lo stesso fa Mauro Marchi, moroso da tre mesi, il quale avrebbe rischiato già due volte la vita per colpa di una stufa difettosa. Le lamentele, però, non riguardano solo i vecchi alloggi, ma anche quelli nuovi di via Bandi, «realizzati troppo frettolosamente». Gli appartamenti vennero consegnati circa otto mesi fa, e già oggi gli inquilini lamentano infiltrazioni d'acqua, muffa e malfunzionamento degli impianti elettrici. «Abbiamo chiesto all'Apes degli interventi di manutenzione costante, sia per i vecchi che per i nuovi alloggi, ma ci hanno risposto che mancano i soldi», ha spiegato l'attivista Lucia Fanucci. Si è venuto a creare, infatti, una sorta di circolo vizioso, in quanto l'Apes ha dichiarato di avere un debito di circa un milione di euro per morosità.
«Tutte scuse» replicano i residenti di Sant'Ermete, dimostrate dal fatto che «l'azienda non interveniva nemmeno prima della protesta». Di conseguenza, la loro intenzione è quella di continuare lo “sciopero degli affitti” fino all'inizio dei lavori, nella speranza, nel frattempo, di una moratoria dovuta al riconoscimento del loro stato di disagio.
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