Sicurezza
Ex Hotel Granduca non passa l’idea della vendita a blocchi
Deserta l’asta, occorre farne un’altra. In consiglio comunale bocciata la mozione che proponeva il frazionamento
SAN GIULIANO TERME. L’ex hotel Granduca, oggetto di asta giudiziaria dopo il terzo fallimento consecutivo dei gestori, è tornato ad animare il dibattito in consiglio comunale. All’asta giudiziaria che si è tenuta la scorsa settimana a Rimini (sede della società fallita, proprietaria dell’immobile) non sono pervenute offerte: l’importo base era di 6.939.000 euro, per un lotto di circa 12.000 mq. Nei prossimi mesi il tribunale riminese fisserà una nuova vendita.
Intanto, l’assemblea consiliare ha discusso e bocciato la mozione presentata dall’Altra San Giuliano, con i voti contrari di Pd, Sel, Insieme per San Giuliano, Noi Adesso San Giuliano e l’astensione di M5S, Democratici Riformisti e Forza Italia. Tale mozione proponeva il frazionamento urbanistico del complesso di via del Brennero. Per la lista di opposizione, la rimodulazione dell’immobile consentirebbe di usare l’edificio e le aree adiacenti non solo come albergo, ma anche con fini ricreativi, educativi, culturali.
Numerosi gli interventi nell’assemblea. «L’immobile è sempre più nel degrado - ha esordito il consigliere Luca Barbuti -. Non ci sono responsabilità dirette dell’amministrazione comunale, ma sicuramente molto è possibile fare prima della prossima asta. “Spacchettare” l’immobile, invece di metterlo all’asta nella sua interezza, favorirebbe l’individuazione di soggetti interessati a ridare vita alla struttura, avendo un occhio di riguardo per coloro che vi hanno lavorato a lungo».
Il sindaco Sergio Di Maio, contrario a tale modifica prima della conclusione della vendita giudiziaria, ha ricordato al consiglio che fu lui a proporre di rimodulare l’immobile «in tempi non sospetti. Ma modificare la scheda norma non è semplice, ci sono dei tempi da rispettare, procedimenti lunghi da attivare - ha detto il primo cittadino -. Mi sono reso disponibile con il curatore fallimentare a dire al futuro proprietario della struttura di valutarne il frazionamento».
Per Di Maio l’amministrazione può interagire con il nuovo proprietario dopo la conclusione della vendita giudiziaria, non prima. «Siamo in contatto con i sindacati che hanno gestito la crisi dell’hotel Granduca e ci siamo impegnati ad interloquire con il nuovo soggetto per dare garanzie lavorative ai vecchi dipendenti», ha aggiunto. Stessa linea il segretario Pd, Matteo Cecchelli: «Questo albergo è stato usato dagli imprenditori come strumento di cassa per altre strutture - ha affermato -. San Giuliano ha bisogno di turismo e credo che vada incentivato». Secondo Mauro Parducci (Insieme per San Giuliano), trasformare la destinazione d’uso dell'ex hotel Granduca sarebbe una sconfitta. «La struttura è fallita non perché mancassero i clienti, ma perché è stata gestita male da diverse società i cui componenti erano le stesse persone - ha detto Parducci -. Non possiamo privarci di una struttura così importante per il nostro territorio».
Dopo l’acceso confronto in consiglio, l’Altra San Giuliano ha scritto una lettera aperta ai lavoratori dell’ex Granduca ed ai cittadini sangiulianesi dal titolo: «L’amministrazione comunale costringe tutti e tutto all’attesa» e in cui si legge: «Non siamo riusciti a far approvare le nostre proposte non perché vi fossero visioni differenti, ma per la protervia e superbia manifestata dal sindaco e mal contenuta dalla sua maggioranza che nell’occasione, di fronte alla proposta, si è arroccata su tecnicismi e ripicche infantili».
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