Il Tirreno

Pisa

Sarà una scelta tra l’esperienza e il rinnovamento

di Daniele Benvenuti
Sarà una scelta tra l’esperienza e il rinnovamento

Primarie Pd: sala gremita all’Arci di Migliarino per l’ultimo confronto tra Meciani e Angori

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VECCHIANO. Da una parte Cristiano Meciani con una candidatura tutta improntata sul rinnovamento e sul cambio della classe dirigente («è il momento che i protagonisti siano altri giocatori»), dall'altra Massimiliano Angori che mette in campo la sua lunga esperienza amministrativa al servizio della collettività «pensando prima di tutto al programma». Queste le due fotografie dei candidati alle primarie di domani a Vecchiano che si sono confrontati giovedì sera al Circolo Arci di Migliarino davanti ad una sala gremita. Iniziativa promossa dal nostro giornale per offrire ai cittadini l'occasione di vivere un confronto diretto e pubblico tra i due candidati. È la prima volta che nel Comune vecchianese il centrosinistra, e in particolare il Pd, sceglie il metodo delle primarie per l'indicazione del suo candidato. C'erano andati vicini cinque anni fa per il "dopo Pardini", quando proprio lo stesso Massimiliano Angori e Daniela Canarini sembravano indirizzati alla sfida delle urne. Poi il colpo a sorpresa, con la decisione di ricandidare Giancarlo Lunardi. Lunardi, presente giovedì sera in platea, che nelle settimane scorse scegliendo questa volta di compiere definitivamente un passo indietro ha aperto la strada alle primarie. Nel confronto molti i temi trattati, dallo sviluppo economico alla sicurezza, fino alle questioni di un eventuale comune unico. Temi sui quali Angori e Meciani hanno esposto le loro tesi, con alcune differenze che alla fine sono emerse. Ad aprire la serie di domande le questioni legati allo sviluppo economico del territorio.

Vecchiano è storicamente legato ad un tessuto produttivo di piccole aziende soprattutto artigiane. A Migliarino esiste una importante area dedicata che ha tutte le potenzialità per crescere ed allargare il numero di attività presenti. Come pensate di intervenire?

Massimiliano Angori: «L'attuale zone industriale ha evidenti limiti dovuti innanzitutto alla difficoltà di accesso. Diventa quindi necessario un intervento sull'Autorità di Bacino per eliminare il vincolo di alta pericolosità che rende difficile nuovi insediamenti. Non bisogna comunque dimenticare che i capannoni realizzati nel rispetto delle regole sono quelli che hanno resistito all'alluvione del 2009».

Cristiano Meciani: «Bisogna che il Comune e la sua zona industriale si facciano trovare pronti quando la ripresa economica, adesso ancora sulla carta, diventerà finalmente reale. Essere pronti, ad esempio, intervenendo sugli attuali vincoli che rendono difficili nuovi insediamenti. Se sarò eletto sindaco voglio subito mettere intorno ad un tavolo tutte le realtà economiche del territorio per dare spazio e strumenti a coloro che vogliono investire. Con la politica che dovrà incentivare le attività».

Commercio tradizionale e turismo. Due aspetti che, se ben collegati, possono dare una spinta all'economia locale. Da una parte quindi le potenzialità di Marina di Vecchiano, dall'altra la forza del piccolo commercio che tra l'altra a Vecchiano è rappresentato da un attivissimo Centro commerciale naturale. Come favorire questa accoppiata e renderla vincente?

Meciani: «L'impegno deve essere quello di lavorare affinchè la permanenza dei turisti non si limiti, ad esempio, alla sola giornata di mare. Il piccolo commercio ha una grande vitalità nel nostro comune e quindi ci sono tutte le potenzialità per una sinergia vincente con la forza delle nostre risorse naturali, dal litorale al Parco».

Angori: «Un obiettivo importante deve essere quello della destagionalizzazione del turismo, non legandolo quindi al solo periodo estivo. Per una migliore promozione del territorio penserei anche ad un rapporto ancora più forte con i comuni del lungomonte in modo da presentare una offerta variegata: ad esempio terme, mare, cultura con la Certosa di Calci».

Lunedì uno di voi due sarà il candidato sindaco del Pd. A quel punto dovrà pensare alle alleanze per una futura coalizione, ad una squadra in caso di vittoria. E chi perde cosa farà?

Angori: «Se vinco la prima cosa da fare è mettere mani al programma. Sarà quella la via maestra da seguire sia per formare una squadra di governo che le alleanze. Alleanze che devono partire da quelle attuali, magari allargando anche ad altri soggetti come ad esempio i Riformisti. Se perdo? Mi metterò a servizio del vincitore e del partito per aiutarlo alla vittoria di giugno».

Meciani: «Partiamo dall'ipotesi peggiore, perdere le primarie. Sarebbe una sconfitta della mia idea di rinnovamento generale dell'amministrazione, del mio progetto che vuole cambiare i giocatori che in questi anni hanno partecipato alla partita. A quel punto è logico un mio passo indietro definitivo. Se invece la gente sceglierà me e quindi il rinnovamento, garantisco un ricambio generazionale e una giunta con all'interno almeno due donne. Le alleanze? Le costruiamo sui programmi, tenendo ben distinti i temi nazionali con quelli locali».

Comune unico dell'area pisana per creare una grande città ben oltre i 120.000 abitanti. Favorevoli o contrari.

Meciani: «Il comune unico? Una opportunità a precise condizioni. Innanzitutto che il territorio di 13.000 abitanti abbia pari dignità di quello da 100.000. Non vogliamo essere la periferia o la campagna della città. Poi l'unione deve portare vantaggi e risorse, ad esempio più servizi o meno tasse. La partenza può essere il piano strategico d'area ma con obiettivi chiari per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini. Altrimenti non ha senso eliminare le singole realtà con le loro specificità.

Angori: «Non deve essere una questione di numeri o di dimensioni. Bisogna partire da regole chiare non calate dall'alto. Devono essere gli stessi enti locali a dettare i passaggi dell'unione. Intanto sarebbe importante partire da una unione di alcuni servizi. Vediamo cosa porterebbe di vantaggio ai cittadini. E da qui, poi, pensare ad un comune unico».

Anche in un comune di ridotte dimensioni come Vecchiano la sicurezza dei cittadini deve essere una priorità. Cosa fare?

Angori: «Bisogna fare pressioni sugli organi preposti perché i problemi di sicurezza non siano solo quelli di Pisa. Anche Vecchiano ha bisogno di forze dell'ordine. Pensiamo poi a investire seriamente sulla videosorveglianza come strumento deterrente».

Meciani: «Vecchiano non può essere considerata come una periferia della grande città. Vogliamo pari dignità con gli altri comuni della provincia. Se uniamo la nostra polizia municipale con quella di un altro comune limitrofo saremo in grado di garantire la copertura del territorio 24 ore su 24».

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