Il Tirreno

Pisa

Caserma dei vigili, il Comune rimedierà agli errori commessi

di Danilo Renzullo

La promessa del sindaco Filippeschi: «Correggeremo quel che non va, ma i soldi li metterà chi ha realizzato l’opera»

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PISA. «Non abbiamo la possibilità di realizzare una nuova caserma della polizia municipale, per questo occorre recuperare i soldi non versati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e migliorare l’attuale sede».

Questa, in estrema sintesi, la linea dettata dal sindaco Marco Filippeschi per risolvere le criticità strutturali della Sesta Porta e in particolare quelle del comando dei caschi bianchi (gli spogliatoi dichiarati inagibili dall’Asl e attualmente chiusi per gli interventi manutentivi hanno portato alla proclamazione dello stato di agitazione e all’indizione di uno sciopero per il 10 marzo, poi revocato perché troppo ravvicinato ad altre due mobilitazioni nazionali del corpo).

«Questa amministrazione deve porre rimedio ai difetti riconosciuti del nuovo edificio. Lo stiamo facendo, ma i soldi li metterà chi ha realizzato l’opera», specifica il primo cittadino intervenendo in consiglio comunale.

«Fin dall’inizio – prosegue – ci sono stati due ostacoli che ci hanno messo in difficoltà: il ritardo con cui gli occupanti “temporanei” (Rebeldìa, ndr) hanno lasciato gli ex capannoni di via Battisti e il tradimento di Ingv che, malgrado l’impegno sottoscritto, non ha acquistato la parte di Sesta Porta prenotata. Un danno di nove milioni per la nostra città, che i giudici stanno sanando».

Sulle rivendicazioni dei caschi bianchi e dei sindacati che hanno avanzato anche la richiesta di spostare altrove la caserma, il sindaco sottolinea che per il momento non ci sono altre possibilità se non intervenire sull’attuale struttura.

«Non credo, anche volendolo fare, che abbiamo i soldi per realizzare altrove la nuova caserma. Ci vuole un impegno forte per recuperare quei soldi (dall’Ingv, ndr) e migliorare la sede della polizia municipale dov’è – dice –. Il parcheggio dei ferrovieri (alle spalle dell’edificio di via Battisti) avremmo voluto gestirlo noi, ma Ferrovie, proprietaria dell’area, ha deciso per la gestione in proprio. Riconosciamo il disagio per i turni particolari dei vigili urbani e sul sottopasso (che collega via Battisti al parcheggio di Ferrovie e diventato oggetto di polemiche, ndr) stiamo verificando la possibilità di accessi alternativi», prosegue Filippeschi difendendo l’operazione Sesta Porta. «Non accettiamo caricature false: Sesta Porta è un’operazione da quasi 30 milioni che ha prodotto un buon risultato – aggiunge –, frutto di una visione della città che cambia: recuperare gli edifici ferroviari, mettere insieme treno, bus, auto, bicicletta, mantenere la polizia municipale nell’area della stazione» destinata a cambiare ulteriormente con la realizzazione di un parco urbano lungo le mura dove, fino a pochi mesi fa, era presente l’ex terminal dei bus. «Se ci fossero stati i nove milioni di Ingv sarebbe già in cantiere – conclude il primo cittadino –. Consideriamo come stavano le cose prima della Sesta Porta: i bus parcheggiati lungo le mura, la zona disastrata, la vecchia sede dei vigili un tugurio, per non parlare dei capannoni dell’Enel. Rivendico l’operazione, ma non sono soddisfatto di come il Governo (non) ha agito fino ad oggi nei confronti di Ingv, non aiutando a fare giustizia per una città che lo merita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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