Il dolore
«Solo un terzo dei dipendenti ha scioperato»
Grand Hotel Bonanno: la replica dell’amministratore, che parla di violazione dei rapporti sindacali
PISA. «Un terzo dei lavoratori dell'albergo ha deciso di porsi in stato di sciopero senza nessun preavviso formale, senza una richiesta di ulteriori chiarimenti e violando le più elementari norme dei rapporti sindacali». Francesco Paglialunga, amministratore della Hgs Pienza srl, società che due anni fa ha rilevato la gestione del Grand Hotel Bonanno, risponde ai sindacati e ai dipendenti della struttura ricettiva che, dopo lo stato di agitazione dichiarato l’8 febbraio, martedì scorso hanno incrociato le braccia per contestare il mancato versamento degli stipendi. «Il motivo addotto per proclamare da una minoranza dei dipendenti prima lo stato di agitazione e poi lo sciopero è stato il mancato pagamento degli stipendi di dicembre. La società – specifica l’amministratore – ha invece saldato interamente tale mensilità già alla proclamazione dello stato di agitazione e quindi ancor prima dello sciopero. Per quanto riguarda la mensilità di gennaio, occorre invece precisare che, per un accordo sindacale, la nostra società nei mesi invernali è tenuta al pagamento degli stipendi entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di maturazione. Il 29 febbraio è stata data comunicazione al rappresentante sindacale che gli stipendi sarebbero stati pagati per il 50% entro il 3 marzo e il rimanente entro il 7».
L’agitazione dei dipendenti, proclamata da Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl, «è avvenuta – sottolinea la società – senza alcun preavviso, senza una richiesta di ulteriori chiarimenti e violando le più elementari norme delle relazioni industriali e sindacali», fino a qualche giorno fa «mantenuti ad un livello di assoluta correttezza». «Ai sindacati – aggiunge Paglialunga – avevamo anche fatto presente che per problemi di manutenzione straordinaria dell'immobile metà delle camere per i mesi di gennaio e febbraio non sarebbero state funzionanti e ciò avrebbe complicato il corretto e scrupoloso rispetto delle date dei pagamenti degli stipendi, avvenuti sempre con sostanziale regolarità nei quasi due anni di gestione dell’albergo». Comunicazioni che non hanno tranquillizzato i lavoratori, né spinto i sindacati a revocare lo stato di agitazione. Nonostante lo sciopero «nessun ospite dell'hotel – conclude l’amministratore – ha subìto il minimo disagio in quanto la gran parte dei lavoratori ha continuato a prestare la propria opera e a garantire il corretto servizio in ogni singolo reparto. Siamo amareggiati e dispiaciuti per quanto accaduto in quanto non ci sembra che sia il modo migliore per affrontare i problemi, soprattutto in questi momenti di dura crisi e di carenza lavorativa».(d.r.)
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