Il Tirreno

Pisa

Maxi risarcimento per tumore ignorato

di Pietro Barghigiani
Maxi risarcimento per tumore ignorato

In cura tra Pisa e Catania, paziente morì a 44 anni: ospedale condannato a pagare 1,2 milioni di euro alla vedova e ai tre figli

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PISA. Una diagnosi in cui non era stato visto quello che, purtroppo, era in embrione con i suoi effetti fatali. Un decesso a 44 anni che al dolore per la morte di un familiare relegò nella condizione di vedova e orfani una moglie e tre figli. E, nella traduzione in Tribunale nella ricerca di presunte responsabilità, arriva una sentenza che condanna due ospedali a risarcire gli eredi del paziente con 1,2 milioni di euro: 300.000 euro per ciascun familiare. Con un dettaglio, contabile e che non sposta il quantum da liquidare, ma di sostanza per le casse dell’Azienda ospedaliera.

Risarcimento danni. Di fatto il Tribunale di Catania aveva condannato in solido Cisanello e l’ospedale siciliano per la morte di un 44enne a cui non sarebbe stato diagnosticato in tempo un linfoma con una polineuropatia ad aggravare la già precaria fase terminale di una vita ormai al capolinea.

Il conto era di 1,2 milioni più gli interessi di cui l’Aoup avrebbe dovuto farsi carico nell’ordine del 65 per cento, mentre la quota parte restante sarebbe stata addebitata all’Azienda ospedaliera “Garibaldi” di Catania. Alla fine 812.000 euro dovevano uscire da Pisa e 442.000 dalla Sicilia.

Catania non paga. Solo che l’Azienda ospedaliera dopo aver versato ai familiari la sua quota si è vista arrivare una lettera da Catania con la quale veniva informata che il “Garibaldi” quei soldi non li avrebbero pagati. Il risultato? Considerata l’obbligatorietà di adempiere alla sentenza in solido, visto che i giudici non hanno concesso la sospensione dell’esecutività della sentenza, Cisanello ha dovuto saldare anche il conto imputato a Catania e ha firmato un bonifico indirizzato ai quattro eredi del paziente di 442.000 euro.

Il decesso. Il calvario del padre di famiglia fu simile a quello di tanti malati nella ricerca di consulti rassicuranti e cure efficaci. Da Catania a Pisa, il 44enne iniziò un pendolarismo sanitario fatto di diagnosi e terapie per un linfoma che i familiari, e i consulenti ingaggiati nel contenzioso legale, sostennero essere stato scoperto con colpevole ritardo. Una via crucis che il 14 novembre 2001 giunse alla sua ultima tappa. Una morte per la quale i familiari ritennero responsabili, in un concorso di negligenze, sia Pisa che Catania.

La causa. È pendente in appello il ricorso contro la condanna in primo grado che i giudici hanno ritenuto, comunque, di rendere esecutiva obbligando i due ospedali a risarcire gli eredi. Per evitare azioni legali e pignoramenti, Cisanello ora paga anche per la quota dell’altro ospedale arrivando a staccare complessivamente un assegno di un milione e 250.000 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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