Gioco
Galilei, ritirata di Alitalia ma voli già rimpiazzati
Taglio di 5 collegamenti da fine marzo: Catania, Praga, Berlino, Tirana e Mosca Confcommercio: «Mazzata per il turismo». Giani: «Preoccupazioni infondate»
PISA. «Alitalia lascia il Galilei, un danno per il turismo», lancia il sasso nello stagno ConfcommercioPisa. «Voli già sostituiti e alla svelta, il nostro territorio ribadisce tutto il suo appeal», la replica di Toscana Aeroporti. Ancora turbolenze e polemiche nella vicenda degli scali regionali. Ma partiamo dai fatti.
I tagli di Alitalia. Alitalia, in effetti, ridimensiona la sua presenza all’aeroporto Galilei. Dal prossimo 27 marzo, inizio ufficiale della stagione estiva, i voli dell’ex compagnia di bandiera non partiranno più da Pisa, ad eccezione dei quattro al giorno per Roma Fiumicino. Tagliate le rotte Catania, Praga, Berlino, Tirana, Mosca. Raggiungibili, partendo dal Galilei, solo facendo scalo a Fiumicino. La ritirata di Alitalia, come sta avvenendo anche in altri scali, soprattutto del centro-sud, ha un motivo: la non sostenibilità economica, in altre parole certe rotte non portano ricavi ritenuti vantaggiosi dalla compagnia. Era rimasto in dubbio il volo per Olbia, che invece è stato confermato.
I nuovi vettori. L’altro fatto è che, sapendo delle intenzioni di Alitalia, Toscana Aeroporti si era mossa per tempo trovando altri vettori per coprire le stesse rotte. Il collegamento Pisa-Catania sarà effettuato da Ryanair a partire dal 1° aprile (un volo giornaliero).Il Pisa-Tirana, già attivo attualmente anche con BluPanorama con 3 frequenze settimanali, sarà incrementato dallo stesso vettore a partire dal 28 marzo con 4 frequenze settimanali aggiuntive, offrendo quindi un volo giornaliero. Il Pisa-Praga sarà dal 3 maggio assicurato dalla Czech Airlines. Il collegamento Pisa-Berlino, già attualmente operato da easyJet con 3 frequenze settimanali, sarà effettuato con altrettante frequenze anche da Ryanair a partire dal 1° aprile. Per quanto riguarda il Pisa-Mosca, svolto da Alitalia nel 2015 con 3 frequenze settimanali da giugno a metà settembre, «restano in corso le trattative con il vettore», spiega Toscana Aeroporti. L’ad Gina Giani sottolinea: «La potenzialità del mercato e la capacità attrattiva del sistema aeroportuale toscano hanno consentito di mantenere la continuità operativa senza alcuna interruzione di servizio sulle destinazioni attualmente operate dallo scalo pisano. Ci siamo prontamente attivati e la tempestiva e positiva risposta da parte dei vettori testimonia l’appeal del nostro territorio».
Paure e polemiche. La ritirata di Alitalia è comunque considerata dal direttore di ConfcommercioPisa, Federico Pieragnoli, un «fatto gravissimo, una vera e propria mazzata per il turismo della nostra città», mentre «l’amministrazione comunale favoleggia la costruzione di una fantomatica cittadella aeroportuale con inutili nuovi mille posti letto». Inoltre, secondo Pieragnoli, si tratta di «una drammatica conferma» rispetto ai «nostri timori sui rischi di uno smantellamento dell’aeroporto di Pisa dopo l’improvvisa fusione con Firenze e l’allungamento della pista. Un’operazione che ha sottratto le leve del controllo manageriale del Galilei dal territorio pisano. Invece di un rafforzamento del sistema toscano per competere con Bologna, secondo le stesse parole del governatore Enrico Rossi, assistiamo ad un preoccupante segnale di perdita di terreno». Per Gina Giani tale «preoccupazione appare palesemente infondata. Un peccato - contrattacca - che alcuni settori del tessuto economico pisano non si vogliano rendere conto della portata dell’operazione fatta con la fusione tra Pisa e Firenze e di quanti benefici stia portando e porterà. Credo sia finito il tempo delle strumentalizzazioni politiche e delle guerre di campanile».
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