Sicurezza
Protesta degli ex tassisti sotto il palazzo comunale
I sostituti dei titolari di licenza sono rimasti senza lavoro per effetto del Jobs Act «Le soluzioni anche temporanee ci sarebbero, ma manca la volontà politica»
PISA. Beffati dal Jobs Act, inascoltati dal Comune. I tassisti pisani che a causa della riforma del lavoro voluta dal governo Renzi sono rimasti senza lavoro si riuniranno questa mattina in presidio sotto Palazzo Gambacorti per protestare contro l’amministrazione comunale, “rea” secondo gli ex lavoratori ed i sindacati di aver disatteso le loro richieste. Dall’1 gennaio, insieme a tutti i contratti di lavori atipici, il Jobs Act ha cancellato anche il contratto di associazione in partecipazione che permetteva ad una decina di tassisti pisani di lavorare nel settore come “sostituti alla guida”. Il 31 dicembre, i loro contratti sono decaduti e non sono stati trasformati in lavoro dipendente (come invece auspicato dal Jobs Act), in quanto per i titolari di licenza quel tipo di contratto sarebbe stato molto più oneroso dal punto di vista fiscale e quasi insostenibile.
Da tre mesi sono senza lavoro e «in una situazione sociale sempre più precaria», sottolinea la Filt-Cgil di Pisa, che ha chiesto al Comune di concedere ai tassisti disoccupati i “titoli temporanei o stagionali”: una soluzione che permetterebbe ai lavoratori di prolungare l’attività e, contemporaneamente, di far fronte alla necessità di potenziamento del servizio. «L’eccezionalità determinata dalla grave situazione in cui versano i lavoratori - sottolinea il sindacato in una lettera inviata lo scorso febbraio all’assessore alle attività produttive Andrea Ferrante - può trovare una risposta “sperimentale” adeguata. Nello stesso tempo questa soluzione darebbe anche, nel breve periodo, una risposta al potenziamento del servizio».
Alla missiva è seguito un incontro con i rappresentanti dei lavoratori, durante il quale «l’assessore - prosegue il sindacato - ha promesso di valutare la proposta e far pervenire una risposta scritta», mai arrivata.
Ieri invece si è riunito il “comitato di monitoraggio sul servizio taxi” che ha deciso di assegnare cinque nuove licenze di taxi e di aumentare l’orario di lavoro a circa 15 ore per ogni operatore. «Per potenziare il servizio - accusano i tassisti disoccupati - hanno preferito aumentare le ore di lavoro a chi già è occupato e guadagna, lasciando sul lastrico quelli rimasti senza un impiego, in un settore che ha le potenzialità per un allargamento della base occupazionale e che, nonostante la crisi, offre un servizio fondamentale ai cittadini».
Con l’appoggio del sindacato, da ieri gli ex tassisti hanno iniziato una mobilitazione che li porterà oggi a manifestare in piazza XX Settembre. «Le istituzioni locali - concludono - devono dare delle risposte concrete. Gli spazi per soluzioni almeno temporanee ci sono, ma serve la volontà politica».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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