Il Tirreno

Pisa

Case della Salute nuovi presidi sul territorio

Case della Salute nuovi presidi sul territorio

Le proposte della Sds pisana nell’ambito della riforma sanitaria regionale approvata a dicembre

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Accogliamo favorevolmente le rassicurazioni ricevute in merito al futuro del nostro distretto socio-sanitario, rivendicando però un ruolo attivo nelle decisioni da prendere». Così la presidente della Società della Salute Pisana, Sandra Capuzzi, sintetizza il significato del documento con cui la SdS si inserisce nella discussione sulla riforma sanitaria regionale approvata lo scorso 20 dicembre, che prevede, tra le altre disposizioni, anche una riorganizzazione delle competenze, del numero e dei confini delle zone distretto. Una partita ancora aperta, da ultimare entro il 30 giugno, che porterà le attuali 34 zone distretto toscane a ridursi a 25.

Però, stando a quanto i dirigenti della SdS pisana hanno appreso nel corso dell’ultima assemblea con l’Anci (l’associazione dei Comuni), quella pisana non avrebbe da temere, risultando nella lista delle 18 toscane in possesso dei parametri di popolazione, estensione e numero di comuni richiesti dalla riforma. La conformazione del nostro distretto socio-sanitario dovrebbe, cioè, rimanere invariata. Obbligato però l’uso del condizionale, poiché, come spiega Capuzzi, ciò dipenderà anche dalle scelte delle altre zone. «Ci rendiamo conto che quella messa in atto con la riforma non è un’operazione semplice. In una logica di risistemazione dei confini non alzeremo le barricate e, nel caso in cui quello che ci è stato detto non rimarrà tale, saremo disponibili a valutare ogni tipo di opportunità con la massima apertura».

Al tempo stesso, il documento redatto dalla SdS sottolinea la necessità di un potenziamento del ruolo dei territori all’interno del nuovo assetto, che semplificherà le 12 Asl in tre aree vaste. Un’esigenza in realtà già contemplata dalla nuova legge, che amplia ulteriormente le competenze delle Società della Salute e dunque dei territori. «Vogliamo essere protagonisti di questo cambiamento - ha spiegato Capuzzi - per questo ci portiamo avanti nel lavoro avviando un percorso di partecipazione, che si concluderà a metà maggio con un’assemblea pubblica aperta a tutti i Comuni della nostra zona».

Due le richieste. La prima riguarda la gestione delle risorse: «Se vogliamo che il territorio funzioni, bisogna far sì che questo abbia gli strumenti - ha detto la presidente -. Oggi la maggior parte delle risorse transitano dalla Asl. Ci chiediamo se, in prospettiva, questo meccanismo non vada cambiato e se queste non debbano passare direttamente dalle amministrazioni comunali, primo riferimento per i cittadini».

Una seconda proposta riguarda invece le Case della Salute, pensate come punti di accesso al servizio socio-sanitario e di informazione che, garantendo ai cittadini una copertura ambulatoriale di almeno 12 ore, sveltirebbero le code al pronto soccorso.

Enza Chiappone

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa