Il Tirreno

Pisa

Tris d’eccellenza per il trasferimento tecnologico

La Scuola Normale, il Sant’Anna e lo Imt di Lucca hanno creato “Jotto”, partner d’eccezione per le aziende

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PISA. Un tris d'eccellenza per “Jotto”. Le aziende e le amministrazioni pubbliche locali ora hanno un partner d'eccezione con cui interagire sul fronte del trasferimento tecnologico e dell'assistenza legale. La Scuola Normale, il Sant'Anna e lo Imt di Lucca hanno creato “Jotto”, l'ufficio per il trasferimento tecnologico.

«La Normale si cala nel territorio, nello strato economico produttivo delle piccole e medie imprese – dice Fabio Beltram, direttore della Normale – per essere un sostegno e per favorire quelle competenze e ricerche che vengono sviluppate nella nostra scuola». Beltram è consapevole del fatto che ci siano «molte, forse troppe università in Italia, e quindi si devono evitare doppioni o mansioni e funzioni replicate». «La scuola ha sempre dato un'immagine sbagliata di sé – dice Beltram – e cioè di vivere isolata o fuori dal tessuto sociale ed economico del territorio, cosa che è del tutto sbagliata come dimostra questa forte sinergia che mettiamo con le altre due scuole di eccellenza toscane a favore del territorio».

Le tre scuole universitarie hanno firmato il primo ottobre 2015 un decreto per la sua attivazione e si tratterà non di un ufficio fisico “vecchia maniera” ma di uno diffuso tra le scuole su un asse immaginario che collega Pisa a Lucca. La missione di “Jotto” è quella di promuovere l'applicazione diretta, la valorizzazione e l'impiego della conoscenza per contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico della società, attraverso una strategia comune volta a: favorire il coordinamento della gestione della proprietà intellettuale (brevetti), valorizzare e diffondere i risultati della ricerca universitaria favorendone l'utilizzo presso imprese ed enti, intensificare i legami con l'industria e mettere a disposizione delle imprese nuove tecnologie, conoscenze, personale di ricerca e strutture ed infine, fornire supporto ai docenti e ricercatori nell'individuazione delle ricadute produttive e commerciali delle loro scoperte, anche attraverso la creazione di imprese spin-off.

Il rettore della Scuola Sant'Anna Pierdomenico Perata aggiunge: «Se il nostro Paese vuole competere con quelli asiatici che crescono con un Pil a due cifre, deve puntare sull’innovazione e sul trasferimento di questa innovazione, cosa che è nel dna del Sant'Anna».

Pietro Petrini direttore dello Imt commenta: «Lo Imt ha compiuto dieci anni dalla sua fondazione e abbiamo sposato subito il progetto “Jotto” che mette insieme tre scuole a statuto speciale su cinque in tutta Italia».

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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