Sicurezza
Meno danni dal nubifragio d’agosto
Simulazione del consorzio sui risultati delle opere da realizzare. Monaco: «Non risolverà del tutto, ma sarà d’aiuto»
PISA. Inevitabile, quando si parla di sicurezza idraulica della città, non riandare con la mente al 24 agosto scorso quando una bomba d’acqua mise in ginocchio quasi tutta la città. Gli allagamenti non interessarono solo quartieri noti (da San Giusto alla stazione), ma anche zone relativamente nuove sotto il profilo urbanistico come Cisanello e Pisanova, oltre che parte del nuovo polo ospedaliero. Il secondo lotto del progetto presentato ieri dal Consorzio 4 Basso Valdarno punta a potenziare la sicurezza idraulica di tutta la parte nord-est della città, da Cisanello a Porta a Lucca, passando per parte del comune di San Giuliano. Il tutto, come spieghiamo sopra, grazie ad una divisione dei compiti di smaltimento a carico del reticolo dei fossi e alla realizzazione della maxi-idrovora (più altre infrastrutture).
Allagamenti. Nelle due immagini sopra è descritta la situazione degli allagamenti in città dopo il 24 agosto e come sarebbe stata invece se le opere del secondo lotto fossero state quel giorno già in funzione. Si nota subito che in alcune zone gli allagamenti si sarebbero verificati lo stesso. «La differenza - spiegano i tecnici del consorzio - è che i ristagni d’acqua sarebbero stati alti non 40-50 centimetri, ma una decina. E che lo smaltimento sarebbe stato possibile nell’arco di 2 ore e non almeno tre volte tanto». Marco Monaco, presidente del consorzio, puntualizza: «Non si pensi che questi lavori risolveranno del tutto il problema in presenza di acquazzoni di quelle portate. Miglioriamo il rischio, ma non lo eliminiamo. I limiti fognari della città restano tali e serviranno, per arrivare ad una difesa ottimale del territorio, anche le altre opere previste come le casse di espansione nei terreni al confine tra Pisa e San Giuliano».
L’Università. L’importanza del secondo lotto, quello della maxi-idrovora, soprattutto per i vantaggi anti-allagamenti anche nelle altre zone del territorio, è sottolineata dal prorettore Sandro Paci: «Questo intervento fa parte delle opere connesse alla realizzazione del nuovo polo universitario di Cisanello», che per l’Ateneo significa un investimento di 40 milioni per la realizzazione del polo didattico e della struttura per le attività di ricerca di tipo assistenziale. Peraltro, l’Università concluderà a breve la cessione delle sue proprietà all’interno del Santa Chiara all’Aoup per 29 milioni di euro, cifra che sarà utilizzata proprio per l’investimento a Cisanello.
I vantaggi. Riguardo al territorio circostante, «il secondo lotto del progetto del consorzio - spiega Paci - servirà a risolvere i problemi relativi all’assetto idraulico di un’area dove ci sono insediamenti importanti per l’Ateneo, a partire dal nuovo dipartimento di Chimica e chimica industriale fino alla residenza universitaria dei Praticelli. Oltre che come attore di questo accordo e finanziatore di parte del progetto, l’Università è dunque interessata anche come fruitore degli interventi previsti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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