Il Tirreno

Pisa

La frana fa paura, evacuazione a tempo indeterminato

di Sharon Braithwaite
La frana fa paura, evacuazione a tempo indeterminato

Ancora non è dato sapere con certezza per quanti giorni le cinque persone dovranno rimanere fuori di casa

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CALCI. Proseguono le verifiche e gli accertamenti dei tecnici del Comune sul versante franato poco dopo le 14 di lunedì scorso, in via della Fonte a Montemagno. Lo smottamento ha investito il viottolo pedonale, parallelo all'arteria principale della frazione calcesana (via Eugenio III) e che costeggia il vecchio frantoio Pisticci e gli storici lavatoi, usati anni fa dalla popolazione locale. I vigili del fuoco del comando di Pisa e gli operai della protezione civile sono intervenuti tempestivamente lunedì pomeriggio. La macchina comunale si è subito messa in moto per accertare quanto accaduto. A causa delle forti e abbondanti piogge dei giorni scorsi, un muro di contenimento all'interno dell'abitato è franato su se stesso, travolgendo alberi, massi e pietre. Una situazione di pericolo per la stabilità di alcune abitazioni limitrofe. Il fronte franato sul viottolo pubblico è di circa dieci per venti metri ed è di proprietà privata. In base al verbale di intervento dei vigili del fuoco e ai rilievi tecnici effettuati da Florindo Granucci (geologo e consulente dell'amministrazione comunale), il sindaco Massimiliano Ghimenti ha emesso un'ordinanza per stabilire l'evacuazione immediata di due abitazioni situate vicino al fronte di distacco e di un casolare situato ai piedi della frana. Contestualmente, è stata chiusa via della Fonte. Si tratta di due misure intraprese a scopo precauzionale e tutela dell'incolumità delle persone, in attesa che la situazione si stabilizzi. L'emergenza, dunque, è ancora in corso e sarà gestita dalla protezione civile, come da prassi in questi casi.

Ai timori sulla stabilità del terreno franato si aggiunge l'incertezza sui tempi: cinque persone sono state costrette a lasciare le proprie case e sono state ospitate da amici e parenti. Nessuno può dire quando potranno rientrare nelle proprie abitazioni. L'ordinanza sindacale emessa lunedì 29 ha incaricato l'ufficio Difesa e Gestione del Territorio e la polizia municipale di vigilare sulla esecuzione del provvedimento. Inoltre, saranno più frequenti i passaggi delle forze dell'ordine per sorvegliare la zona. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) la situazione sembra stazionaria, ma sono necessari ulteriori approfondimenti. La fase di protezione civile è ancora in corso – afferma il primo cittadino –. Nei prossimi giorni proseguiranno tutte le verifiche del caso per scongiurare ogni danneggiamento». «Abitiamo qui da cinquant'anni, quando le donne del paese venivano qui a lavare i panni e l'acqua alimentava il vecchio frantoio – affermano alcuni storici residenti del borgo, accorsi ad osservare lo smottamento –. Non si era mai verificato un evento simile all'interno del centro abitato, al massimo negli uliveti. Le famiglie interessate dall'evento franoso hanno trovato una sistemazione provvisoria in maniera autonoma, senza l'aiuto del Comune. Hanno capito la gravità della situazione e si sono dimostrati molto collaborativi». Il muro crollato è secolare, come si intravede dalle grosse pietre cadute su via delle Fonti, e ha ceduto sotto la massa sovrastante di terra e acqua. «Il terreno era saturo e non ha retto a causa delle piogge incessanti dei giorni scorsi – ha affermato l'assessore ai lavori pubblici e al servizio comunale ed intercomunale di protezione civile Giovanni Sandroni, dopo il sopralluogo di ieri pomeriggio –. Il fronte sembra fermo, non ci sono stati ulteriori movimenti o crolli. Ciò dipende dal fatto che ha smesso di piovere. Nelle prossime ore i tecnici comunali svolgeranno delle indagini geologiche mirate e faranno dei rilievi per capire le caratteristiche della frana».

Purtroppo, le previsioni del prossimo fine settimana non annunciano nulla di buono. «È prevista altra pioggia e questo ci preoccupa un po'. Per evitare ulteriori infiltrazioni d'acqua saranno apposti dei teli di plastica sul terreno franato – conclude Sandroni –. Valuteremo i risultati delle rilevazioni dei geologi e l'evolversi della situazione. La situazione è delicata e non è facilmente raggiungibile: gli spazi di intervento sono ristretti e a ridosso delle case».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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