Sicurezza
Beffa ex Zetaplast, dalla quasi riapertura al rischio fallimento
Finisce in Tribunale la vertenza dell’Industria Stampaggio Polimeri, l’azienda ha presentato un concordato in bianco
VECCHIANO. Dalla possibile riapertura al rischio fallimento.
Finisce in Tribunale la vertenza dell'Industria Stampaggio Polimeri di Migliarino, l'azienda leader in Italia nella produzione di manufatti in plastica e prodotti per la depurazione delle acque chiusa la scorsa estate. La società ha presentato qualche settimana fa un concordato in bianco per cercare di risolvere la crisi aziendale che ha portato al licenziamento dell'intera forza lavoro - 54 operai - impiegata nello stabilimento di via Nuova. La manovra permette di congelare momentaneamente le pendenze con i creditori (che non possono avviare azioni esecutive o cautelari) ed elaborare un piano di rientro da sottoporre al Tribunale. Entro massimo 120 giorni dalla presentazione della documentazione, il Tribunale deciderà se l'azienda potrà accedere al concordato o dichiarare il fallimento, mettendo così fine ad una storia ultradecennale iniziata con l'arrivo della Zetaplast e proseguita con l'Industria Stampaggio Polimeri, che nel 2013 ha rilevato lo stabilimento, la produzione e il personale dopo anni di difficoltà, durante i quali il volume della produzione è lentamente calato (il primo duro colpo all'azienda risale al 2009, quando nel giorno di Natale il Serchio ruppe gli argini a Nodica allagando anche tutta la zona artigianale di Migliarino, compresi il capannone e i depositi della Zetaplast subendo ingenti danni e costringendo l'azienda a fermare per alcune settimane la produzione). Quella che era considerata la “Ferrari” della plastica, ha chiuso i battenti la scorsa estate. Il 7 agosto, gli operai hanno ricevuto le lettere di licenziamento e, nonostante la lunga mobilitazione dei sindacati e delle istituzioni (che in più occasioni hanno cercato una soluzione per mantenere attivo il sito produttivo) i macchinari non sono stati più rimessi in moto. Entro qualche mese il Tribunale, sulla base della documentazione che verrà prodotta dalla società, si pronuncerà sull'ammissibilità del concordato o dichiarerà il fallimento. Svanito anche il tentativo di cessione del ramo di azienda alla Zetaplast Italia srl, succursale della Zetaplast Italia spa di Anagni (Frosinone) che avrebbe dovuto rilevare lo stabilimento della zona artigianale di Migliarino e, gradualmente, riassorbire tutti i lavoratori. Con i sindacati, l'azienda aveva definito anche un percorso - poi rimasto solo sulla carta - per la ripresa delle attività e per la riassunzione del personale licenziato. Una società romana avrebbe intanto manifestato interesse ad affittare i capannoni, ma non è ancora ben chiaro per quale scopo. «Se dovesse arrivare una nuova azienda – sottolinea Domenico Contino della Filctem-Cgil di Pisa – il primo passo sarà quello di definire una strategia comune che porti al reintegro di tutti, o comunque della maggior parte, degli operai licenziati». Ma dopo tante promesse, sembrano svanite anche le speranze dei lavoratori, da quasi un anno disoccupati.
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