Il dolore
Stop alle grandi opere E la movida divide
La Pisa del futuro nelle risposte al questionario on line
PISA. Una città che sente il bisogno di più attenzioni ai quartieri che non di grandi opere. Dove rinunciare all’auto per gli spostamenti si conferma non facile e dove, nonostante la percezione di insicurezza diffusa, la fiducia nelle forze dell’ordine è superiore all’ipotesi di ricorrere a strumenti di difesa personale. Su questi argomenti la maggioranza è netta, mentre sul tema della movida trovare un punto d’incontro resta difficile, al limite dell’impossibile. Sono questi i primi risultati del gioco/sondaggio on line dal titolo “Pisa e il Mondo”, dal nome della nuova associazione lanciata dall’ex assessore Dario Danti. L’idea è quella di definire i contorni di come i pisani vedono, e vorrebbero, la città del futuro (con un occhio già verso le elezioni comunali del 2018).
Opere di quartiere. Il gioco/sondaggio unisce temi che derivano direttamente dal dibattito cittadino ad altri che fanno parte dell’attualità nazionale. Ci concentriamo sui risultati più pisani, basati su oltre 400 risposte. Cominciamo con la scelta opere di quartiere-grandi opere. Su questo versante la maggioranza (74%) è largamente a favore delle opere di quartiere. Dunque, una sorta di appello all’amministrazione comunale per una maggiore attenzione agli interventi alle periferie, da affiancare (o anche preferire) ai grandi cantieri. Un invito che alla giunta è arrivato già anche da vari esponenti del Pd, il partito di maggioranza, e che sta entrando nella strategia di comunicazione del sindaco e degli assessori.
Città aperta. Un capitolo che si presta a più interpretazioni. Una è quella sociale, di città “aperta” e accogliente. Ma nei simboli del quesito appare una ruota di bicicletta alla definizione “città chiusa”, quindi con riferimento diretto alle tematiche del traffico e della pedonalizzazione. In questo caso, il 79% a favore di “città aperta” si può spiegare come la difficile rinuncia da parte dei pisani ad una libertà di movimento (anche verso il centro) e in particolare all’utilizzo del mezzo privato.
Movida sì o no. Uno degli obiettivi principali del gioco/sondaggio era capire cosa pensano i pisani della movida. Vivere il giorno o vivere la notte? Quello che emerge è una città sempre divisa sul diritto al divertimento (con riflessi economici sulle attività commerciali) e il diritto alla quiete. Il rebus resta irrisolto, ancora una volta. La conferma di una città dove è complicato far convivere due anime. Le risposte al sondaggio, di fatto esattamente divise al 50%, rappresentano una conferma ulteriore.
Sicurezza. Su questo fronte, la scelta del gioco/sondaggio è tra personale di difesa o difesa personale, intendendo in questo secondo caso iniziative di “giustizia fai da te”. Le risposte sono andate decisamente verso il personale di difesa, quindi verso l’affidamento convinto alle forze dell’ordine per far rispettare la sicurezza in città. Un responso non scontato, almeno con questa percentuale (73%), e alla luce delle polemiche che ci sono state in città. Chissà che possa essere d’incoraggiamento al ministro Alfano, dopo le lettere di sollecitazione del sindaco Filippeschi, a potenziare gli organici locali delle forze dell’ordine.
Francesco Loi
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