Il Tirreno

Pisa

«Nel 2015 abbiamo avuto 400 nuovi soci»

«Nel 2015 abbiamo avuto 400 nuovi soci»

Il presidente Paolo Ghezzi: la pratica è diventata più complessa, rischia di frenare l’entusiasmo

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Nel 45esimo anno della loro associazione, invito tutti i soci a riprendere con costanza la pratica della donazione». In occasione dell’assemblea annuale dei soci Avis di Pisa, il presidente Paolo Ghezzi, stilando un bilancio dell’anno appena trascorso, volge un particolare ringraziamento a tutti i soci e ai ragazzi del servizio civile che lavorano nei centri trasfusionali. Il 2015 ha visto “l’ingresso” di circa 400 nuovi iscritti nell’associazione. Un anno caratterizzato da un grande lavoro di promozione della cultura e dell’importanza del dono e dall’apertura della nuova sala donatori di Cisanello, ma segnato anche da un forte calo delle donazioni. «Un anno di grande lavoro», sottolinea Ghezzi, che ha visto l’associazione incoraggiare e diffondere l’importanza della donazione con una costante attività di promozione svolta, come ogni anno, in particolare nelle scuole medie e superiori, ma anche attraverso l’organizzazione di numerose iniziative sul territorio anche in collaborazione con altre associazioni. Nel 2015, l’Avis ha incontrato centinaia di diciottenni in 55 classi differenti; 451 ragazzi si sono resi disponibili per una prima esperienza di donazione e 212 sono riusciti a donare anche grazie al supporto della Ctt Nord. Nonostante l’incremento degli iscritti e il lavoro di promozione, l’associazione - rispecchiando l’andamento dell’intero settore del dono - ha conosciuto un calo di circa il 15% delle donazioni, superando di poco la soglia delle 4.200 (di cui 2.800 di sangue intero e 1.400 di plasmaferesi e multicomponent). Oltre il 40% dei soci risulta inattivo. «La pratica, necessaria ed indispensabile - prosegue Ghezzi - ha subito un arresto, anche perché donare è diventato abbastanza articolato e complesso». Ad incidere è stata anche l’introduzione della cosiddetta donazione differita che comporta per il nuovo potenziale donatore un doppio contatto con il centro trasfusionale prima di effettuare la prima donazione. Pisa, paga inoltre una fase di transizione con la chiusura il centro del Santa Chiara che ha generato tante difficoltà per molti giovani donatori, soprattutto studenti. «Una serie di piccoli fattori - aggiunge il presidente dell’Avis – che, sommati, incidono molto sui risultati finali». Il 2015 è stato però anche l’anno di apertura della nuova sala donatori di Cisanello, per la quale l’Avis ha lavorato tanto. «Uno spazio ampio, accogliente e con tanti servizi che deve essere motivo di orgoglio», conclude Ghezzi, che invita tutti i soci a frequentarla per compiere quello che è un gesto bello e necessario.

Danilo Renzullo

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa