Gioco
Borgo di via Cariola «Quel B&B frena i piani del Galilei»
La demolizione delle case vicine alle piste è quasi completa ma alcuni rifiutano le offerte di indennizzo: via all’esproprio
PISA. «Dover convincere un anziano che ha vissuto tutta la sua vita in un posto a trasferirsi non è facile, credetemi. Ma non potevamo fare altrimenti. Qui le case erano a pochi metri dalle teste di due piste di atterraggio. Fino a qualche mese fa, nelle corti dei casolari, gli abitanti asciugavano i panni con il kerosene dei Boeing». Magari sembrerà un po’ forte, ma rende l’idea, e Gina Giani sa quanto sia efficace una strategia “rock”.
Non ci gira intorno l’ad di Toscana Aeroporti. Sulle slide mostra il piano di demolizione e delocalizzazione del vecchio borgo rurale di via Cariola e via Carrareccia. «Ecco, vedete: queste le abbiamo buttate giù tutte», dice e mostra 36 immobili colorati in rosa e azzurro. «Non era facile, ma abbiamo realizzato una buona pratica e fatto presto, investendo 12,5 milioni, 3 grazie al vostro contributo», dice indicando il presidente Enrico Rossi che la ascolta nella sala business del Galilei. «Sono state soddisfatte 44 famiglie, tutti hanno avuto un indennizzo superiore alle aspettative con cui hanno potuto acquistare nuove abitazioni e più belle delle vecchie. Anzi, quasi tutte». Pausa. Smorfia di disappunto. «Purtroppo rimane questo ultimo troncone. Vedete, questo». Ancora pausa, e riecco il piglio della manager (e rocker) pisana: «In tutto sono otto proprietà diverse. Con quattro abbiamo chiuso, per le altre sono partite le procedure di esproprio».
Perché o così o così. Non c’è alternativa. Anche “gli ultimi giapponesi” del borgo di via Cariola dovranno cedere. Lo sviluppo dell’aeroporto è troppo più importante di quel parallelepipedo verde e rosso nelle riproduzioni 3D. Che poi nella realtà è un bed & breakfast in fondo ad una vecchia stradina di campagna. È un casolare con le finestre in legno a frenare i piani di messa in sicurezza dell’aeroporto di Pisa. Le ruspe hanno spazzato via quasi tutto. Delle case restano le spianate delimitate dalle reti metalliche. Toscana Aeroporti conta di chiudere entro fine anno. Ma non è detto che sia così facile.
«Finora - dice Corrado Brancati, legale dei proprietari del M&D Rent Home - non si può dire ci sia stata una trattativa. La società ci ha offerto una cifra assolutamente insufficiente. Lo sarebbe stata anche se si fosse trattato di una semplice abitazione, figuriamoci per una struttura ricettiva ristrutturata alla perfezione. Abbiamo presentato alla società una perizia con una valutazione. Se verrà accettata chiuderemo la trattativa, altrimenti chiederemo un arbitrato».
Certo, c’è ancora tempo per completare il masterplan. «Al di là del borgo, rimangono gli interventi di realizzazione del nuovo terminal, ci siamo dati quattro anni», dice Roberto Vergari, direttore della centrale infrastrutture di Enac. Toscana Aeroporti ci investirà 40 milioni di euro; sono un tassello fondamentale per arrivare ai 12-13 milioni di passeggeri che la Toscana dovrebbe raggiungere anche grazie alla nuova pista da 2.400 metri di Firenze e rivoluzionare così il suo sistema aeroportuale. «In questi anni abbiamo realizzato quasi un libro dei sogni. E dove non è ancora realtà, ci sono i cantieri aperti che tra poco concretizzeranno i nostri progetti. Oggi dunque è una bella giornata», dice pimpante il sindaco Marco Filippeschi. «Peccato per la pioggia», smorza il governatore. «Il Galilei ha le carte in regola per puntare a raggiungere i 7,5 milioni di passeggeri. E il contributo dato su borgo Cariola ed i 20 milioni assegnati sul People Mover testimoniano la nostra attenzione per Pisa».
Messaggio neanche troppo subliminale: non è fondato il complesso di inferiorità dei pisani, la centralità fiorentina è solo presunta. E poco importa se neppure Enac sappia ancora dire se la nuova pista di Peretola sarà pronta per il G7 in previsione tra due anni a Firenze («Non so dire se nel 2017 la nuova pista ci sarà, ma ribadisco che per noi è un asset irrinunciabile per raggiungere le previsioni di crescita del sistema aeroportuale toscano», dice Vergari). «Se il maxi vertice dei grandi del pianeta si farà a Firenze - dice Rossi - la Toscana sarà comunque pronta ad accogliere i suoi ospiti all’aeroporto di Pisa». I big atterreranno qui.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
