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Meningite, i “vaccino day” contro le attese

di Mario Neri
Meningite, i “vaccino day” contro le attese

La Asl: tre giorni di aperture speciali degli ambulatori senza prenotazione per smaltire le liste. Migliora la turista

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PISA. Ambulatori aperti per dodici ore no stop. Una task force di medici affiancata da squadre di infermieri e l’ipotesi di schierare anche i volontari. Non c’è alternativa, è l’unica speranza di poter smaltire liste di attesa piene di appuntamenti fino a maggio e che ogni giorno sembrano allungarsi sempre più.

Anche ieri il Cup pisano è stato intasato da oltre 6 mila chiamate: persone a caccia del siero anti-meningite. Per questo l’Asl varerà tre giorni di «vaccino day». Ci si potrà vaccinare mettendosi in coda, senza prenotazione. Non è ancora chiaro quali saranno le date prescelte, ma si conta di fissare tre giorni fra marzo e aprile e l’idea è riuscire ad immunizzare soprattutto la fascia d’età compresa fra gli 11 e i 20 anni. Dall’inizio della campagna regionale, sono state somministrate circa 8.400 dosi a fronte di una popolazione di 16.800 ragazzi. E per gli esperti sono loro il bersaglio più vulnerabile di fronte agli attacchi del meningococco C, il batterio che da un anno attraversa e spaventa tutta la Toscana. Con il 62enne di Chiesina Uzzanese ricoverato a Prato, il contagio dovuto a questo ceppo, dall’inizio del 2015, ha raggiunta quota 42 casi, 11 dei quali registrati dall’inizio dell’anno.

«Rispetto ad un meningococco C tradizionale - spiega Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive a Cisanello - questo ceppo è molto più virulento, si diffonde velocemente e soprattutto ci stupisce per due novità. Ha cominciato a colpire sopra la soglia dei 45 anni, sessantenni e settantenni, e non si è fermato con la stagione calda. Dunque la vaccinazione resta la strada per proteggersi».

Dunque se è ancora troppo bassa l’adesione dei giovani, e lo è quella degli adulti. Su 65.430 persone che avrebbero potuto beneficiarne, l’hanno fatto solo 9.000. Troppo poco secondo la Regione, che ora ha deciso di agevolare la somministrazione anche per gli over 45, a cui il siero viene distribuito a 45,52 euro invece che 58,23.

L’esplosione ravvicinata dei casi ha riacceso i timori dei cittadini. Molto spesso il sistema di call center finisce ko. Fino alla settimana scorsa a peggiorare il quadro c’era anche l'assenza di scorte. Poi sono arrivate 20 mila dosi. «I vaccini ora ci sono, abbiamo triplicato gli ambulatori e potenziato i turni, quindi invitiamo i cittadini alla calma», dicono dall’Asl. Già oggi gli ambulatori dedicano alla vaccinazione una media di 45 ore settimanali e riescono ad eseguire sei iniezioni ogni ora. Dodici i medici e quindici gli infermieri impegnati sul territorio.

Personale sanitario che, rispetto a quello del resto della provincia e delle altre zone della Toscana nord ovest, deve fare i conti anche con i 20 mila studenti universitari fuori sede a cui è stato esteso l’accesso alla vaccinazione. Per questo l’Asl adesso punterà sui «vaccino day». Una strategia utile ad attutire l’ondata di paura. Anche se nessuno ormai se lo nasconde: esiste un caso Toscana. La diffusione del sottotipo St11 in regione è ufficialmente entrata nella lista delle emergenze nazionali. Da ieri, intanto, migliorano le condizioni della turista cingalese di 33 anni colpita da meningite B e ricoverata al policlinico pisano. La donna era atterrata mercoledì a Pisa con il volo Ryanair delle 12.

@mario78neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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