Sicurezza
Troppi insaccati a mensa protestano i genitori
Non piace il nuovo menù proposto ai piccoli delle scuole primarie comunali In arrivo una petizione: «Era già tutto deciso, non abbiamo potuto fare modifiche»
PISA. “Prosciutto ed ancora prosciutto e il pranzo ai bambini è servito”.
Proteste a non finire da parte delle mamme delle scuole comunali (infanzia, primarie e secondarie) per il nuovo menù che viene propinato ai loro figli fatto per lo più “da prosciutti cotti e crudi, scaloppine , mozzarella, tanti finocchi ed un piattone unico con dentro riso, polpette e piselli”.
Del maiale non si butta via nulla, verrebbe da commentare ma neppure del tonno che verrà dato in scatolette intervallato all’intramontabile platessa. «Via agli insaccati a tutto tondo, poco pesce, soprattutto si darà tonno in scatola e si apre al biologico internazionale», dice Paola Arsa rappresentante dei genitori dell’istituto R. Fucini nella commissione refezione delle scuole comunali. Il braccio di ferro di alcuni genitori con l’assessorato all’istruzione e con la Asl 5 nasce dal nuovo capitolato della gara per la refezione scolastica.
«Il capitolato sui generi alimentari si distacca dall’appalto precedente e non ci sono spazi o margini di modifiche a causa dei costi»: dice Arsa. E ben cinque genitori che facevano parte della commissione, hanno dato le dimissioni. Secondo Arsa ed altra mamme che ci hanno scritto “si persegue la filosofia di riempire i bambini senza porsi il problema di cosa mangiano”.
Ecco quindi che spunta il piattone unico con riso, polpette e piselli mentre non c’è un grammo di pane integrale che ormai costa quanto quello bianco. Il menu invernale vale per tutti i bambini delle primarie ma anche delle secondarie.«È possibile che un bambino di quattro anni mangi tanto quanto uno di 13 anni e mangi la stessa cosa?», dice una mamma. I genitori che possiamo ribattezzare “green politicaly correct” pongono l’accento anche sul cibo biologico. «Finora era previsto che ortaggi e frutta provenissero da coltivazioni biologiche a filiera corta, mentre la pubblica amministrazione ha proposto di ridurre da quattro a due giornate tale approvvigionamento, permettendo invece l’acquisto di prodotti biologici internazionali, e riserbandosi il diritto di sostituire il biologico con il convenzionale, in caso di irreperibilità delle merci».
Il biologico internazionale appare subito come una contraddizione in termini. Il nuovo menù resterà in vigore per cinque anni ma secondo alcune mamme si distaccherebbe da varie linee guida di nutrizione nelle scuole. «Il menù, secondo noi, si allontana dai dettami previsti dalla Regione Toscana e dalle Larn, le linee di indirizzo nazionale per la refezione scolastica», dice Arsa. Il menu è già in vigore. «Ma noi lo abbiamo potuto prendere in visione solo a dicembre- dicono alcuni genitori della commissione - e siccome era stato approvato dalla Asl, non era modificabile». Una madre dell’istituto K. Haring sottolinea: «Ho protestato e mi sono rivolta ai commissari ma mi è stato detto che si deve privilegiare la filosofia “del minimo scarto».
«Se non vogliono buttar via il cibo comincino a togliere la frittata che nessun bimbo mangia – dice Arsa – visto che è imbevuta di acqua perché le centinaia di uova arrivano già pastorizzate e nei contenitori si forma condensa». I genitori stanno pensando di fare una petizione e di presentarla direttamente al sindaco.
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