Proteste
I prof “ribelli” diffidano Augello sulla Valutazione
Cresce la protesta per gli scatti di anzianità e il boicottaggio della Vqr: dopo il tentativo di mediazione di rettore e organi, i docenti annunciano di non autorizzare l'ateneo a caricare di ufficio le pubblicazioni sul portale del Miur
PISA. Nessuna mediazione, i “ribelli” non ci stanno. Gli oltre 400 prof dell’università di Pisa che da mesi, come moltissimi colleghi italiani, protestano per ottenere il riconoscimento degli scatti stipendiali bloccati ormai da sei anni, non accetteranno che sia l’ateneo a caricare di ufficio le loro pubblicazioni sul portale del ministero dell’Istruzione valido per la Vqr, la Valutazione della qualità delle ricerca. Proprio mercoledì, in una seduta congiunta, Senato accademico, Cda e direttori dei dipartimenti avevano approvato una mozione “compromesso”.
Nel documento i membri degli organi di governo dell’università esprimevano solidarietà e comprensione per la contestazione, perché «aveva avuto il merito di portare all’attenzione dell’opinione pubblica una situazione priva di qualsiasi ragionevolezza» ma sottolineavano la necessità che «l’ateneo non subisse conseguenze economiche». Perché è questo il nodo. Se i prof si rifiutassero ancora di caricare sul sistema i loro lavori e sottrarsi così al processo di monitoraggio dell’Anvur - l’agenzia nazionale che dà le pagelle e stabilisce la quota premiale delle risorse statali assegnate alle università - Pisa rischierebbe di perdere molti milioni e dover rivedere gli investimenti programmati.
«Non esistono motivi di contrapposizione, siamo con voi», il messaggio della mozione. Dunque nessun diktat, nessun prelievo forzato delle due ricerche migliori per ogni docente, era il senso. Il rettore Massimo Augello e direttori dei dipartimenti - con il documento - provavano a limitare i danni e a suggerire la strada del dialogo. I principi della protesta sarebbero stati salvi e anche i fondi, bastava consentire ai direttori o alla task force messa a disposizione da Palazzo alla Giornata di inserire le pubblicazioni avvalendosi di una sorta di “silenzio assenso”.
Anche perché la scadenza si avvicina: il 14 marzo. Non sarà così. I prof anti Vqr hanno già pronta una lettera di diffida. Ieri il testo è arrivato sulla scrivania di qualche direttore; è in corso la raccolta firme, poi verrà spedita ufficialmente ad Augello. I docenti così «comunicano di aver aderito alla protesta e quindi di non aver selezionato le pubblicazioni per la Vqr, di non aver autorizzato e di non autorizzare altri a farlo in propria vece». È il punto cinque della lettera, non a caso in neretto. I prof del resto lo ripetono da mesi. È una questione di dignità, non una mera rivendicazione sindacale. Gli universitari sono gli unici a cui si applichi ancora il blocco degli scatti professionali fra tutte le categorie a cui Tremonti le aveva congelate.
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