Il dolore
Hotel Granduca, nuova asta deserta e il degrado avanza
I dipendenti preoccupati per le loro spettanze arretrate L’Altra San Giuliano: «Quell’edificio va rimodulato»
SAN GIULIANO. Ieri mattina l’asta per l’acquisizione dell’ex hotel Granduca è andata deserta. A quasi un anno dalla chiusura definitiva dell’albergo, gestito fino al 20 marzo da Cms Hotel di Simone Salsini, la situazione è rimasta invariata. Tre fallimenti consecutivi gravano sulla struttura e il tempo scorre inesorabile: i 10 dipendenti fissi difficilmente recupereranno le loro spettanze e l’hotel, oggetto di furti e atti vandalici nei mesi scorsi, è sempre più nel degrado. L’Altra San Giuliano ha presentato una mozione per il rilancio dell’area a sostegno di tutti i soggetti colpiti dai vari fallimenti. «Una rimodulazione dell’edificio e un ridimensionamento delle attività interne creerebbe decine di ulteriori utilizzi – affermano i consiglieri -. Basta speculare su questa struttura alberghiera: un suo serio utilizzo è possibile, basta volerlo». Il gruppo consiliare propone di “spacchettare” l’immobile, per attirare più soggetti interessati a rilanciarlo e affinché il tribunale possa metterlo all’asta in più lotti.
«Dopodiché l’amministrazione comunale dovrebbe coordinare quanti più soggetti possibile – dice Jacopo Cambi, Giovani Comunisti -. Pensiamo ad esempio al Dsu (azienda regionale per il diritto allo studio) che, facendosene carico, metterebbe a disposizione a pochi passi da Pisa oltre 130 posti letto per universitari fuori sede che a San Giuliano troverebbero non solo un luogo dove dormire ma anche da vivere».
E Silvia D’Amato aggiunge: «Questa soluzione allevierebbe l’emergenza abitativa denunciata da anni dagli studenti». Secondo Rifondazione Comunista, la parte centrale dell’edificio potrebbe continuare a essere un albergo, per garantire l’accoglienza turistica.
«Ovviamente gli ex lavoratori dell’hotel dovranno essere protagonisti della rinascita della struttura – sottolinea il partito di opposizione -. Dove oggi c’è un grande ristorante, potrebbe sorgere una sorta di mensa centralizzata, a servizio degli studenti e non solo. Ai piani superiori c’è spazio per uffici». Rifondazione propone anche un uso temporaneo dell’immobile.
«Durante la ristrutturazione del polo scolastico “Concetto Marchesi” – aggiunge Cambi -, invece di costruire dei prefabbricati per gli studenti, perché non utilizzare una struttura già esistente per le attività scolastiche?».
«La Rete Studenti Medi appoggia questa proposta – dicono Matilde Vistoli e Gianluca Ficini -. Siamo preoccupati per questi lavori di rifacimento: non si sa quando inizieranno, sappiamo solo che dureranno 23 mesi. Il rischio è che gli studenti rimangano a lungo nei prefabbricati che verrebbero costruiti nell’adiacente campo di atletica». I dipendenti chiedono un incontro in Comune col curatore fallimentare della proprietà Pierfrancesco Fesani e i sindacati. «Siamo favorevoli a una suddivisione dell’immobile, a patto che ci sia lavoro per noi. La struttura ha molte potenzialità, ricordiamo che a regime dava lavoro a 50 persone».
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