Il Tirreno

Pisa

Dializzati stufi per la sede provvisoria da... sei anni

di Danilo Renzullo
Dializzati stufi per la sede provvisoria da... sei anni

Dopo le proteste i pazienti hanno presentato un esposto alla Procura Il reparto è nel sottosuolo: «Venite a vedere se quello spazio è adeguato»

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PISA. La misura è colma: i pazienti non ne possono più. Vivono in una condizione di attesa e diprovvisorietà da troppo tempo. Così dalle proteste, che hanno caratterizzato questi ultimi tempi, adesso si passa agli esposti.

Finisce alla Procura della Repubblica la richiesta di spostare in una sede più adatta il reparto di dialisi più volte avanzata dai pazienti ai vertici dell’azienda ospedaliera di Pisa.

Il Comitato Dializzati e i Cobas hanno presentato un esposto al comando provinciale dei Vigili del fuoco, al dipartimento prevenzione e sicurezza dell’Asl e alla Procura della Repubblica di Pisa per «chiedere di effettuare un sopralluogo nel reparto, per verificare le condizioni di igiene e sicurezza della struttura e delle apparecchiature mediche».

Il reparto, da oltre sei anni è provvisoriamente allestito nel sottosuolo (a circa cinque metri al di sotto del piano stradale) del padiglione 30 C dell'ospedale di Cisanello. E provvisorio è rimasto in tutto questo tempo, mettendo a nudo tutte le criticità che una struttura sotterranea, può avere,

Durante il nubifragio dello scorso 24 agosto la struttura si è completamente allagata e «solo dopo quattro o cinque ore è stato possibile per i pazienti in turno quella mattina effettuare la seduta dialitica», ricorda il Comitato.

«L'evento di agosto - prosegue - si è verificato all'improvviso, prima dell’inizio turno: ci chiediamo cosa sarebbe successo se si fosse invece verificato quando le sale sono piene di pazienti allacciati alle macchine. Il 60% dei dializzati non si sposta con le proprie gambe e deve essere trasportato in sedia a rotelle o in barella e, vista la tipologia dei pazienti, le sale non possono essere evacuate con facilità e tempestività. La mattinata si concluse in maniera non eccessivamente drammatica, solo ed esclusivamente per l'abnegazione di alcuni medici e di tutto il personale infermieristico».

L’allagamento del reparto è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Il Comitato ha promosso una raccolta firme e investito della questione anche il consiglio comunale.

«Nonostante ciò, la direzione ospedaliera non ha mai fornito risposta ai dializzati e ai loro familiari» e per questo il Comitato invoca adesso l’intervento dell’azienda sanitaria, dei vigili del fuoco e della Procura a cui chiede di verificare il funzionamento delle attrezzature.

«Le poltrone e i letti - si legge nell’esposto - sono dotati di bilance di precisione che determinano il peso del paziente, procedura essenziale per svolgere le operazioni di dialisi. Le bilance sono quasi tutte malfunzionanti e ci è stato detto che non sono riparabili perché la ditta produttrice è fallita e non sembrano essere reperibili sul mercato i pezzi di ricambio».

Il Comitato e i Cobas chiedono quindi un’ispezione all’impianto di distribuzione elettrica a cui sono allacciate le macchine, ai generatori di corrente per l’emergenza, agli scarichi dell’acqua piovana e a quelli per sostanze speciali, agli impianti e all’intero reparto per «garantire la sicurezza dei ricoverati e del personale medico ed infermieristico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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