Sicurezza
Morto dopo le dimissioni, indagati cinque medici
Pisa: Andrea Alderigi era tornato a casa alle 18, il decesso dopo neanche 8 ore
PISA. Dimesso dall’ospedale di pomeriggio, morto nella notte. Per fare chiarezza sulle cause e le eventuali responsabilità nel decesso di Andrea Alderigi, 65 anni, storico esponente della sinistra pisana, la Procura ha iscritto sul registro degli indagati cinque medici dell’unità operativa di Medicina Generale 5 di Cisanello. L’accusa per tutti, assistiti dall’avvocato Patrizio Pugliese, è di omicidio colposo.
Il medico legale incaricato dalla magistratura di eseguire l’autopsia sul pensionato, la dottoressa Martina Focardi dell’ospedale di Careggi, consegnerà l’esito dell’esame ai primi di marzo. E sulla base anche di quel documento la Procura orienterà le mosse successive alla ricerca di presunte negligenze o sottovalutazioni del quadro clinico di un paziente che ha lasciato l’ospedale intorno alle 18 per poi morire verso le 1,30 nella notte tra il 2 e il 3 gennaio.
Andrea Alderigi, 65 anni, aveva lavorato come impiegato nell'azienda di trasporti cittadina, l’allora Cpt.
Impegnato in politica era diventato una figura di riferimento locale della sinistra pisana di cui era stato militante all'epoca del Pci fino al Pd passando dai Ds. Un esponente di spicco del partito nel quartiere di San Giusto e San Marco, uno di quegli iscritti animati da una passione civile eredita dal padre.
Il pensionato era arrivato a Cisanello per curare alcuni problemi respiratori qualche giorno prima del decesso a casa. «Sabato alle 18 lo hanno rimandato a casa - spiegò al Tirreno il figlio Enrico che con la mamma Nadia Bertini pretende chiarezza sulla morte del papà -. Intorno alle 1,30 di domenica 3 gennaio è morto. Mio padre non stava bene. Aveva un solo rene e i problemi di salute lo avevano accompagnato da anni. Ma tra una dimissione dall'ospedale e il decesso dopo qualche ora non occorre essere un medico per chiedersi che forse qualcosa non torna. Non vogliamo accusare nessuno. Quello che chiediamo è una risposta su come sia potuto morire dopo essere stato visitato e rimandato a casa dall'ospedale».
Un quesito girato alla Procura che, attraverso l’autopsia, potrà contare su una prima risposta. Quali erano le condizioni del paziente al momento delle dimissioni e cosa può essere sopraggiunto nell’aggravare lo stato di salute dell’uomo fino a provocarne il decesso, sono i quesiti attorno ai quali ruota l’inchiesta per omicidio colposo. Gli indagati sono i medici che lo hanno visitato e monitorato nelle fasi precedenti alle dimissioni per fare ritorno a casa.
Da anni la salute non sosteneva più l’ex impiegato della Cpt. Ma la morte dopo l’uscita dall’ospedale ha posto interrogativi per i quali i familiari esigono risposte che vadano oltre la fatalità. Di famiglia comunista, il babbo di Alderigi era l'organizzatore della diffusione de l'Unità in tutta la provincia. Nella sua vita ha avuto diverse responsabilità politiche a livello di base, nel partito e nella rappresentanza amministrativa nel quartiere. Di lui il deputato ed ex sindaco Paolo Fontanelli ha scritto: «Aveva un senso forte di attaccamento al partito, ma non rinunciava mai a dire la sua, soprattutto quando non era convinto delle scelte e delle decisioni. Non è facile trovare oggi persone come lui, disponibili a impegnare in modo disinteressato una parte rilevante del proprio tempo al servizio della comunità».
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