Il Tirreno

Pisa

l’iniziativa di un gruppo di giovani

«La movida non sporchi» ci pensa il Cantiere Sos

«La movida non sporchi» ci pensa il Cantiere Sos

PISA. Dalla chiesa alla strada per promuovere progetti di cittadinanza attiva e «fare insieme quello che ci spaventa fare o non ci riesce fare in solitudine». Si definiscono “un gruppo laico di...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Dalla chiesa alla strada per promuovere progetti di cittadinanza attiva e «fare insieme quello che ci spaventa fare o non ci riesce fare in solitudine».

Si definiscono “un gruppo laico di ispirazione cattolica” e hanno fatto del bene comune, del rispetto della città, dei cittadini e dell’ambiente il leitmotiv per «costruire e realizzare uno spazio che sia occasione per sperimentare la cristianità al servizio del mondo», coinvolgendo quanti, al di là del credo religioso, vogliono condividere le proprie esperienze e capacità per metterle al servizio della comunità e diffondere il senso civico e di comunità.

Si chiama “Cantiere Sos” ed è un gruppo di circa trenta ragazzi dai diciannove ai trent’anni nato lo scorso mese di novembre dall’idea di quattro giovani che hanno sentito la necessità di incrementare ed esportare all’esterno le attività sociali svolte nella comunità parrocchiale Santissima Trinità di Ghezzano.

La movida è stato uno dei punti di partenza delle attività del gruppo. Nelle piazze del divertimento, i ragazzi del Cantiere hanno ascoltato il popolo della notte. L’obiettivo: capire i bisogni e cercare una soluzione a parte degli effetti collaterali del divertimento notturno.

«Uno dei problemi principali che è emerso – spiegano – è l’assenza dei cestini» in alcune delle principali piazze delle movida, a cui, per una notte, i ragazzi del Cantiere hanno fatto fronte distribuendo sacchi per la raccolta dei rifiuti in piazza dei Cavalieri e sensibilizzando ad un uso “civile” del luogo.

Il gruppo si riunisce due volte al mese per realizzare progetti e azioni concrete (la prossima iniziativa si svolgerà il 12 marzo allo studentato dei Praticelli).

«È un cantiere dove ognuno ha la possibilità di impiegare la propria “maestranza” in cui tutto è da definire e da inventare – concludono –. Non è importante il credo religioso, ma fare del bene».

(d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini