Il Tirreno

Pisa

Il degrado fa prigioniero il palazzetto dello sport

di Carlo Venturini
Il degrado fa prigioniero il palazzetto dello sport

Tutt’altro che un biglietto da visita per Pisa capitale europea 2016

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PISA. Il salto del guado e del coccio. Sono le nuove discipline agonistiche a cui si devono allenare gli atleti pisani, i loro amici e parenti per raggiungere il palazzetto dello sport, che è un concentrato di degrado, incuria e abbandono come testimoniato dalle foto. Eppure, Pisa sarà per tutto il 2016 “Città europea dello sport”. Già l’accesso con le auto allo stesso palazzetto è uno “zizzagare” tra buche e pozze d’acqua. Infatti, il parcheggio di fronte alla piscina comunale contigua al palazzetto, è un susseguirsi di fosse ed asfalto distrutto come lo sono gli stessi marciapiedi che in buona parte non esistono più. Chi passa con l’auto o con i mezzi a due ruote indenne a queste voragini, si trova di fronte allo spettacolo desolante del palazzetto. Sulla sinistra, ci sono i pannelli artistici realizzati dagli studenti dell’istituto d’arte “Russoli”. Alcuni sono ormai caduti a terra. Altri sono scoloriti, arrugginiti e l’estro creativo degli studenti si va a far benedire visto che sono illeggibili. Lasciata la macchina nel parcheggio a ridosso dell’ingresso principale, c’è un tratto di asfalto che gira tutto attorno alla struttura. E qui va fatto il salto del guado, salto che non viene risparmiato per l’intera circonferenza del palazzetto, che sembra un castello con fossato ma senza ponte levatoio. Una volta superate le pozze, si deve fare il salto del “coccio”. Le piastrelle di cotto delle scalinate di accesso alla struttura perdono pezzi ovunque. Conquistata la sommità, lo spettacolo che si para è desolante a 360 gradi. Una cancellata davanti al palazzetto si apre sul cortile di quello che appare essere il deposito dei magazzini comunali dell’economato. Il cortile è pieno di arbusti e materiali abbandonati. A questo scorcio desolante seguono campi “forse” di calcio. Le porte sono divelte, mancano le reti ed il terreno sarebbe da dare in concessione alla Coldiretti o buono per degli orti sociali. Proseguendo, c’è una recinzione al di là della quale c’è una tribuna arrugginita ed abbandonata. Sotto la struttura di ferro, tra l’erba alta, sbucano panche da palestra, altro materiale sportivo e bici da spinning anch’esse abbandonate. Un’altra recinzione, molto vicina alla pista di atletica ci fa vedere un pneumatico da camion abbandonato ed un carrello forse per gli allenamenti di canottaggio. Tutto è rigorosamente lasciato a se stesso. Non c’è una sola vetrata dell’intero palazzetto che non sia imbrattata da graffiti e, visto che di notte l’illuminazione è scarsissima, c’è chi ci va a bere e mangiare viste le bottiglie di birra sulle gradinate ed i contenitori di alluminio per alimenti.

L’assessore allo sport Salvatore Sanzo, e presidente regionale del Coni, il 10 febbraio aveva detto a Il Tirreno: «Lavoriamo al massimo su questo grande appuntamento di Pisa città europea dello sport. Poi però, a partire dal 2017, è opportuno che l’amministrazione comunale metta a bilancio più risorse per la riqualificazione degli impianti esistenti. Non servono solamente risorse economiche, ma anche una nuova cultura sportiva. Pisa “Città europea dello sport” può aiutare e contribuire anche in questo senso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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