Sicurezza
Bagni, quei canoni low cost per i terreni del Comune
Dagli 833 euro versati dall’Aeronautica militare ai 16.000 de “La Pace” Previsto un gettito di circa 290.000 euro. Sono cinquanta le società coinvolte
PISA. Un gettito medio di circa 5.700 euro con una punta che supera i 16.000 euro e un’entrata minima di 833.
È ampia la forbice dei canoni chiesti da Palazzo Gambacorti agli stabilimenti balneari per l’occupazione di aree comunali.
Altra cosa è l’imposta versata dai gestori al demanio per gli arenili su cui si trovano attrezzature, ristoranti, ombrelloni e sdraio tra Marina di Pisa e Tirrenia.
Due balzelli che insieme diventano il costo da sostenere da parte dei privati come oneri per l’uso di spazi che restano pubblici, ma vengono sfruttati per attività commerciali.
Non ci sono stati aumenti dopo il ritocco pari all’1,3 per cento applicato nel 2014 sui valori del 2013 per i canoni comunali che i 48 concessionari - più due che pagano indennità per occupazioni senza titolo - devono versare al Comune.
L’indice Istat per il 2016 non è entrato nella partita e, dunque, nessun ritocco è stato adottato negli affitti dei terreni che per l’anno in corso porteranno un introito complessivo di 289.000 euro circa.
Per 48 bagni si tratta di società o persone fisiche che hanno un titolo di occupazione per gestire le superfici.
Mentre per due stabilimenti - Bagno Nettuno per 6.989,86 euro e Bagno Rosa per 4.766,45 - il Comune mette a bilancio le entrate sotto la dicitura "indennità per occupazione senza titolo".
Gli inquilini sui terreni di Palazzo Gambacorti messi a reddito da Marina a Calambrone, versano in media 5.700 euro all'anno.
Lo stabilimento che paga di più resta il bagno "La Pace" con 16.155 euro. All'ultimo posto troviamo il bagno "Aeronautica Militare" con 833,19 euro.
L’importo è calcolato sui metri quadrati della superficie occupata dai privati sul fronte strada (spesso sono parcheggi), mentre lo spazio che dà sul mare è competenza del demanio e rappresenta un’altra voce di uscita per i balneari.
Nella pattuglia in cui sono arruolati i bagni sopra i 10.000 euro di canone comunale, alle spalle del big spender "La Pace", troviamo il Maddalena con 14.519 euro, il Venere con 12.202 euro, il Lido con 11.865 euro, il Vittoria di Silvio Gonnelli con 11.748 euro. Al Florida viene chiesto un importo di 10.948 euro.
Il grosso delle attività è compreso nella fascia centrale tra i 5.000 e i 10.000 euro.
Intorno ai mille euro di affitto da versare al Comune ci sono il Fortuna con 1002 euro e un altro bagno Vittoria, di Alessandro Cordoni, che arriva a 938,60 euro. (p.b.)
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