Sicurezza
«Nessuna disponibilità a concedere il Duomo»
L’Arcidiocesi boccia i festeggiamenti in programma il 25 marzo: bisognerebbe posticiparli, poco rispettosi per il Venerdì Santo
PISA. Una manifestazione cresciuta a dismisura che stride con la sobrietà imposta dalla settimana santa. Per la prima volta nella sua lunga tradizione, il Capodanno Pisano non sarà “benedetto” dal fascio di luce che a mezzogiorno del 25 marzo penetra da una finestrella circolare per illuminare l’ovulo della mensola in pietra sopra il Pergamo di Giovanni Pisano in cattedrale, proiettando la città, secondo l’antico calendario pisano, nel nuovo anno con 281 giorni di anticipo sul calendario ufficiale.
La concomitanza con il Venerdì Santo, ha rischiato di provocare uno scontro tra chi ha fatto del Capodanno Pisano uno dei principali eventi del cartellone delle manifestazioni storiche e chi è tenuto invece per quel giorno a seguire le regole liturgiche che impongono silenzio, riflessione e sobrietà. Da una parte i festeggiamenti per l’Incarnazione di Gesù Cristo (secondo il vecchio calendario abolito per decreto granducale nel 1749), dall’altro il ricordo della Passione e della crocifissione di Gesù Cristo. Una contraddizione in termini, che ha costretto il Comune e gli organizzatori ad un passo indietro, decidendo di fermare i fastosi festeggiamenti in piazza dei Cavalieri dove terminerà il corteo storico e dove il sindaco Marco Filippeschi pronuncerà la formula che proietterà Pisa nel 2017.
La soluzione “diplomatica” è stata offerta dai lavori in corso per il restauro della cupola del Duomo e delle pareti sottostanti che, almeno secondo alcuni degli organizzatori del Capodanno Pisano, offuscherebbero la finestrella circolare, facendo venire meno il leitmotiv dell’arrivo in Cattedrale della manifestazione. Come dimostra però la foto che pubblichiamo, la luce in realtà penetra e anche quest’anno il raggio di sole non troverebbe ostacoli ad illuminare l’anno pisano, nonostante l’intervento di restauro in corso. Probabilmente si è voluto evitare uno scontro con le gerarchie ecclesiastiche che difficilmente avrebbero concesso il Duomo, dove normalmente la celebrazione della liturgia anticipa l’annuncio del sindaco dell’ingresso di Pisa nel nuovo anno.
«Non c’è alcuna disponibilità a concedere la Cattedrale. La regola liturgica non lo permette – sottolinea monsignor Egidio Crisman, presidente del Capitolo Metropolitano della Primaziale –. Anzi, quest’anno bisognerebbe posticipare i festeggiamenti perché sarebbe poco rispettoso fare baldoria durante il Venerdì Santo».
Una situazione particolare, ma non inedita per il Capodanno Pisano. Già nel 2005 si materializzò questa strana coincidenza. Undici anni fa, il giorno del passaggio di Pisa al 2006 coincise con la settimana santa, ma i promotori della manifestazione storica ebbero comunque accesso al Duomo. Una delegazione di circa quindici persone si recò nella Cattedrale per il classico “rito” dell'ingresso della città al nuovo anno.
«Undici anni fa era tutto diverso – ricorda Umberto Moschini, che per tanti anni ha guidato l’organizzazione dell’evento –. Il Capodanno Pisano era meno confusionario rispetto a quello di oggi, diventato una manifestazione di una certa risonanza e pubblicizzato come evento turistico. Negli ultimi anni, e soprattutto con il passaggio dell’organizzazione al Comune, la manifestazione ha conosciuto una crescita esponenziale», allargando a quasi tutta la provincia quella che era una tradizione prettamente cittadina. Che quest’anno pagherà il prezzo della sua fastosità non accedendo al Duomo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
