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«Diciamo no al piano di esternalizzazione dei servizi comunali»

PISA. «No al piano di esternalizzazione dei servizi». Una città in comune-Prc esprime contrarietà al piano di affidamento di alcuni servizi comunali a società esterne previsto da una delibera...

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PISA. «No al piano di esternalizzazione dei servizi». Una città in comune-Prc esprime contrarietà al piano di affidamento di alcuni servizi comunali a società esterne previsto da una delibera approvata lo scorso 2 febbraio dalla giunta comunale. Il provvedimento prevede «l’individuazione delle funzioni e dei servizi che possono essere oggetto di appalto o concessione a terzi» e «il blocco di tutte le procedure» di assunzione (con eccezione del ricollocamento del personale della Provincia) per far fronte «alla sempre minore capacità assunzionale dell’ente come delineato dalla normativa nazionale e garantire l’efficacia ed efficienza dei servizi».

«La delibera - accusa Ciccio Auletta, capogruppo di Ucic-Prc - ha per oggetto la presunta riorganizzazione dei servizi comunali, ma in realtà sottintende l’applicazione del concetto liberista del governo Renzi in tema di pubblico impiego. Con questo atto, la giunta proverà a realizzare massicce esternalizzazioni giustificate dall’applicazione della legge di stabilità che limita ulteriormente la possibilità di reintegro dei dipendenti che vanno in quiescenza». Palazzo Gambacorti non ha ancora definito quali saranno i settori oggetto delle esternalizzazioni. «Dagli asili nidi alle strutture sportive, dalla biblioteca comunale a qualsiasi altro servizio – prosegue Auletta -, per i cittadini il principale effetto sarà un peggioramento dell’offerta, mentre i lavoratori andranno incontro ad un processo di regressione dei diritti e dei salari». Operazione che, secondo la forza di minoranza, si presenta come «l’ennesimo, ideologico, attacco al pubblico impiego, non suffragato da risparmi effettivi».

«Nonostante i tagli al personale e il blocco dei salari - aggiunge Andrea Corti, segretario provinciale del Prc - la spesa pubblica continua ad aumentare. E non è un caso che la Corte dei Conti abbia denunciato che siamo giunti ad operazioni “di contrazione, se non di soppressione, di prestazioni rese alla collettività”, denunciando la gravità dell’attacco al welfare e alla funzione pubblica messo in campo dal governo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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