Il Tirreno

Pisa

Botte all’asilo, la maestra sempre agli arresti

Nessuna richiesta di tornare in libertà dopo il rifiuto di rispondere al giudice. Verso un processo rapido

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PISA. Nessuna richiesta di revoca degli arresti domiciliari presentata al gip o attraverso il ricorso al Tribunale del Riesame.

Dopo il rifiuto di parlare al giudice Giuseppe Laghezza nell’interrogatorio di garanzia, avvalendosi della facoltà di non rispondere, la strategia difensiva di Sonia Ori resta quella del silenzio. E dello studio delle carte da parte dell’avvocato Alessandra Papineschi.

È da quasi tre settimane agli arresti domiciliari l’educatrice 59enne, accusata di maltrattamenti nei confronti di 9 bimbi di età variabile da uno a tre anni in un asilo nido del Comune.

Alla scena muta davanti al gip che ha firmato l’arresto non poteva far seguito una richiesta di revoca degli arresti.

Un faccia a faccia di qualche minuto ha risolto l’incontro. Ma la donna ha rinunciato anche a ricorrere al Tribunale del Riesame di Firenze nella cui udienza camerale la Procura avrebbe dovuto scoprire tutte le sue carte.

Nessuna istanza e così restano gli arresti domiciliari per Sonia Ori, protagonista di un’inchiesta che si avvia a conclusione.

Al di là dell’informativa dei carabinieri del nucleo investigativo sulla base della quale la Procura - procuratore Crini e sostituto Mantovani - ha chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari, il lavoro dei militari è stato quello di sentire tutti i genitori dei bimbi oggetto delle attenzioni violente da parte della maestra.

L’intenzione della Procura, una volta chiuse le indagini, è di poter chiedere anche un giudizio immediato per Ori saltando l’udienza preliminare. Un processo lampo contando sull’evidenza delle prove fornite dalle registrazioni audio e video nelle quali sono finite anche altre due educatrici, indagate sempre per maltrattamenti.

Intanto, i genitori dei bimbi schiaffeggiati e offesi si stanno organizzando per la costituzione di parte civile.

I genitori di un bimbo di 3 anni, particolarmente vessato dalla Ori con rifiuto di dargli la frutta, ceffoni e sgridate del tutto gratuite, si sono affidati all’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio che assiste anche altre famiglie.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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