Il Tirreno

Pisa

Valutazione, un terzo dei prof la boicotta

di Mario Neri
Valutazione, un terzo dei prof la boicotta

Saliti a 460 i docenti “ribelli” nonostante la proroga del Miur. Rettorato: per i medici l’ipotesi del biochimico Zucchi

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PISA. Per loro, i “ribelli”, è solo uno specchietto per le allodole. Come voler spegnere una foresta che brucia con la pompa da giardino. Un “aiutino” del governo ai rettori italiani che da settimane, anzi da mesi, tentano senza successo di gettare acqua sul fuoco della protesta dei prof. Almeno così è stata interpretata anche a Pisa la decisione del Ministero dell’Istruzione di rinviare di due settimane la scadenza per l’adesione alla Valutazione della ricerca, il grande processo di monitoraggio con cui lo Stato dà le pagelle ai docenti e distribuisce la quota premiale dei finanziamenti agli atenei, diventato però per moltissimi ricercatori e docenti italiani la moneta di scambio per veder riconosciuto il diritto agli scatti di anzianità, congelati ormai dall’era Tremonti e mai più sbloccati per gli universitari.

Dunque, «il boicottaggio va avanti». Poco importa che l’Anvur (l’Agenzia per la valutazione dell’università e della ricerca) abbia spostato la data entro cui caricare le due migliori pubblicazioni realizzate in carriera dal 29 febbraio al 14 marzo: i prof pisani restano sulle barricate, addirittura stanno aumentando. Palazzo alla Giornata stima che un terzo ormai sia deciso a sottrarsi alla Vqr: circa 460 docenti sui 1.400. «Il nostro problema - dice Filippo Giannetti, docente associato del dipartimento di ingegneria dell’informazione, dove l’adesione alla contestazione interessa l’80 per cento dei componenti - non è mai stato quello di guadagnare tempo. E questo segnale non può neppure servire a dimostrare che era vera la promessa di un interessamento dei rettori, che peraltro hanno alternato atteggiamenti punitivi, minacciando ritorsioni a soluzioni in cui sembravano blandirci. Non può bastare neppure l’idea di convocare una manifestazione il 21 marzo. Tutte iniziative apprezzabili ma tardive. Lo ripetiamo, gli universitari sono l’unica categoria di statali a cui il blocco degli stipendi sia stato applicato più a lungo e l’unica a cui non sia ancora stata riconosciuta l’anzianità professionale maturata negli anni in cui le retribuzioni sono rimaste ferme».

Eppure, a rischio non ci sono spiccioli. Da quest'anno la quota premiale dei trasferimenti statali alle università vale il 20%. E siccome a Pisa in media arrivano circa 200 milioni, sono circa 40 quelli in bilico. Il boicottaggio della Vqr è diventato in queste settimane anche un tema della campagna elettorale per il rettorato. Giuseppe Iannaccone, ingegnere di 47 anni, è stato netto: giusta la protesta. Ma anche il grecista Mauro Tulli, l’informatico Paolo Mancarella e l’altro ingegnere Donato Aquaro hanno espresso solidarietà. Ora in ateneo si chiedono cosa farà Riccardo Zucchi, il biochimico che i medici stanno cercando di convincere a farsi avanti per succedere a Massimo Augello.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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