Il dolore
Cresce l’emergenza al campo nomadi nato abusivamente
Si trova al confine tra Pisa e Cascina e lungo la superstrada «Ci sono problemi di sicurezza per la viabilità in Fi-Pi-Li»
CASCINA. «Il campo abusivo dei nomadi lungo la superstrada a Titignano va smantellato. Non dobbiamo dimenticare che ci sono anche problemi di sicurezza: se il pallone di qualche bambino finisce lungo la superstrada rischia di causare un incidente. Non va bene...». Il piglio di Alessio Antonelli, sindaco di Cascina, si fa deciso quando si parla dell’insediamento abusivo, cresciuto lungo la superstrada, pessimo biglietto da visita per la zona commerciale di Navacchio con tutti i problemi annessi e connessi, a cominciare dalle condizioni igieniche. Affermazioni che smentiscono le voci, provenienti da ambienti pisani, che vorrebbero il sindaco cascinese incerto sul piano politico rispetto all’opportunità di sgomberare il campo. E poi i due candidati alle primarie del Pd, il sindaco uscente e Andrea Paganelli, durante un confronto pubblico, hanno detto che concordano sulla necessità di arrivare a liberare l’area. Dal dire al fare ci sono tante sfumature. Intanto, il sindaco cascinese chiama in causa Pisa. «Lì c’era una sola famiglia – dice – ma dopo lo sgombero del campo di Putignano sono arrivate altre famiglie». Ora ci vivono una ventina di bosniaci, controllati anche recentemente dai carabinieri di Navacchio. Così come vengono costantemente monitorati i mezzi che si possono vedere passando lungo la superstrada. Risultano in parte smontati ma regolarmente posseduti anche se sembrano stati abbandonati o da rottamare.
Il Comune, visto che da tempo ha contestato alla proprietaria del terreno gli abusi edilizi commessi sull’area, ha avviato l’iter per l’acquisizione dell’area stessa. L’ordinanza destinata alla proprietaria, Sulta Adzovic, residente in provincia di Alghero, non è stata notificata e l’interessata è irreperibile. Dovrebbe essere stata pubblicata all’albo del Comune di residenza della donna anche se non è certo. Senza questo passo però lo sgombero del campo appare molto difficile da realizzare.
Nei prossimi giorni il prefetto di Pisa, che intende rivolgere l’attenzione anche alle condizioni igieniche del campo, potrebbe chiedere sopralluoghi di Asl, Arpat e vigili del fuoco. Inoltre, sarà interessata anche la Polizia Stradale per i potenziali rischi alla viabilità lungo la Fi-Pi-Li. Così come è probabile che all’argomento sia dedicato un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Anche perché l’amministrazione di Cascina si era impegnata a concludere lo sgombero entro gennaio. «Dobbiamo affrontare la questione nel suo complesso, a livello d’area pisana», concordano sia Antonelli che Andrea Paganelli. «Ma a cosa serve spostarli da lì se poi vanno a Calcinaia...», allarga le braccia il sindaco di Cascina, il quale già nei giorni scorsi, chiamato a spiegare cosa sta facendo la sua amministrazione rispetto all’insediamento abusivo, non aveva esitato a tirare in ballo Pisa e le scelte della Società della Salute pisana.
Con queste premesse è chiaro che il problema rischia di impantanarsi nello stagno della burocrazia, per i tempi delle notifiche e non solo. Sì, perché da una parte il sindaco e la giunta di Cascina dichiarano di voler mettere in sicurezza uno dei nuclei (con minorenni) che vive a Titignano assegnando loro un’area a Biscottino. E da come la decisione era stata presentata sembrava cosa già fatta. Dall’altra si apprende che è proprio così: l’amministrazione “valuta” la possibilità di un trasferimento temporaneo della famiglia con minori. Ma l’edificio di proprietà del Comune di Cascina a Biscottino, al confine con Pisa e Vicarello, scelto per questa operazione, è stato occupato abusivamente da una famiglia romena. Occupazione segnalata alla polizia municipale, con la famiglia che nel frattempo non è stata allontanata. «Avevamo chiuso le porte di quell’immobile – dice il sindaco – ma non è servito, sono entrati comunque dei romeni». Su un punto, insomma, Comune e Prefettura potrebbero essere d’accordo: la sicurezza stradale. Per tutto il resto, al di là di quelle che sono le dichiarazioni ufficiali, la strada per arrivare allo sgombero è tutta da tracciare. E, ovviamente, dovrà tener conto dei confini imposti dalla normativa prima di poter sgomberare l’accampamento.
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