Il Tirreno

Pisa

Una società leader nel trattamento dei rifiuti tossici

L’ultima fotografia dell’organico era di 174 dipendenti, di cui 150 - tra amministrativi e operai specializzati - impiegati nello stabilimento pisano di via Ragghianti (e il restante tra le sedi di...

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L’ultima fotografia dell’organico era di 174 dipendenti, di cui 150 - tra amministrativi e operai specializzati - impiegati nello stabilimento pisano di via Ragghianti (e il restante tra le sedi di Trieste e Torino).

Tra i committenti di maggior prestigio ci sono stati gli interventi per le bonifiche alla Fiat di Torino a quelle all'Ilva di Taranto.

Dalle collaborazioni con Eni, Enel, Rai e tutte le più grandi società italiane fino al trattamento dei terreni contaminati: è il “menu” di clienti e servizi offerti dalla Teseco.

Sono mercati nazionali quelli su cui si misura un'azienda all'avanguardia in Italia, ma non solo. «Una montagna» che secondo i lavoratori «rischia però di sgretolarsi».

La crisi generale, il rallentamento della produzione industriale, il calo delle bonifiche ambientali e «alcune scelte discutibili della direzione, tra le quali la realizzazione di un laboratorio di arte contemporanea», sono state le accuse del sindacato, hanno influito enormemente sulla produzione, facendo precipitare i fatturati dell'azienda, passati dai circa 70 milioni del 2010 ai 30 previsti nel 2015.

Una crisi produttiva, economica e finanziaria sulla quale pesano anche i crediti che la Teseco vanta da tempo da amministrazioni locali e dall'Ilva di Taranto (oltre 3 milioni). Un mix di fattori che ha aperto la strada al concordato preventivo per evitare il fallimento.

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