Il Tirreno

Pisa

«Quella dismissione puzza di speculazione»

Le accuse e le preoccupazioni del Sunia sulla vicenda del complesso immobiliare “Pisa 81”

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PISA. Da anni chiedono chiarezza e un intervento delle istituzioni. Hanno dovuto invece sempre scontrarsi con silenzi e indifferenza e adesso centinaia di famiglie rischiano di essere sbattute fuori da quelle case che abitano anche da trent’anni. Il percorso per la dismissione del complesso immobiliare “Pisa 81”, la più grande operazione di questo tipo in provincia di Pisa con un giro di oltre 35 milioni di euro, rischia di trasformarsi «in una pseudo speculazione immobiliare». A denunciarlo sono il Sunia e un gruppo di inquilini che chiedono il rispetto degli accordi nazionali stipulati tra i sindacati degli inquilini e l’Enpam, l’ente previdenziale dei medici proprietario dei circa 200 appartamenti (oltre a garage e fondi commerciali), divisi in tre blocchi, costruiti nel 1984 nell'area dell'ex fabbrica Richard Ginori vicino al viale delle Piagge.

«La procedura di dismissione, iniziata anni fa, è giunta ormai ad una situazione più che critica», accusa Luca D’Onofrio, segretario provinciale del Sunia. Nel 2014, l’Enpam approva una delibera che prevede la vendita a blocco del complesso immobiliare «escludendo così il possibile acquisto da parte degli inquilini», e contravvenendo ai precedenti accordi sottoscritti con i sindacati che prevedevano invece una serie di garanzie in termini di contratti di locazione e diritto di prelazione. Sui tavoli dell’Enpam arriva un’offerta da 32 milioni di euro della cooperativa “Pisa 81”. L’ente accetta l’offerta, ma la vendita non avviene in blocco. Lo scorso dicembre, parte degli immobili vengono ceduti ad una società immobiliare di Livorno, un’altra a persone fisiche e in alcuni casi i nuovi proprietari hanno chiesto la disdetta dei contratti di affitto, che invece l’operazione avrebbe dovuto tutelare. Tra loro anche persone in difficoltà, che non hanno più la disponibilità economica per acquistare la casa e che rischiano di essere sfrattati. Il complesso immobiliare, da sempre soggetto a problemi strutturali, ottiene l’agibilità solo pochi mesi prima dell’inizio della reale dismissione. Comune e Asl non hanno invece mai risposto alle richieste di agibilità di inquilini e sindacati. Il Sunia ha chiesto un’audizione in commissione consiliare. «Attiveremo - aggiunge D’Onofrio – tutti i percorsi possibili per tutelare i diritti degli inquilini, ma rileviamo la gravità dell’atteggiamento tenuto da Enpam che non ha nemmeno risposto alle nostre richieste di incontro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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