Gioco
Spiagge di ghiaia, i misteri del cantiere
Gambini (Fi): «Le ditte incaricate dei lavori sostengono che sono finiti, mentre per la Provincia sono stati eseguiti all’80%»
MARINA. Spiagge di ghiaia di Marina di Pisa, la storia infinita riapproda in consiglio provinciale. Ed intanto i marinesi mandano foto su come erano le spiagge spianate e su come appaiono ora dopo le mareggiate. Anche le polemiche sono infinite. «Lo scivolo di approdo all’altezza di piazza Baleari è praticamente scomparso», fanno notare alcuni residenti (e di questo scriviamo più diffusamente sopra). Così come, aggiungono, all’opera di difesa (perché tali sono le spiagge di ghiaia) manca ancora il “pennello” perpendicolare alla costa, ovvero la scogliera che collega costa e mare aperto.
Interpellanza. Il capogruppo di Forza Italia in Provincia, Gianluca Gambini, rincara la dose con un’interpellanza che verrà presentata il 24 febbraio. La prima parte dell’intervento chiede “lumi” sul fatto che le ditte consorziatesi per le spiagge di ghiaia sostengono che i lavori siano ultimati, mentre gli uffici tecnici della Provincia sostengono che i lavori sono stati eseguiti solo all’80%. Un’evidente differenza sulla quale i marinesi, come Gambini, vogliono capirci qualcosa di più. «Chiedo venga chiarito - dice il consigliere provinciale - il motivo per cui le ditte dicono di vantare un aumento dei costi pari a 300.000 euro rispetto a quanto concordato». Le ditte, ovvero l’associazione temporanea di imprese (Ati), costituita da Varia Costruzioni di Lucca, Consorzio Pelagus di Venezia e Tognetti Costruzioni di Pisa che si era aggiudicato il cantiere delle spiagge di ghiaia. Questa cifra aggraverebbe il già traballante bilancio provinciale. Le ditte coinvolte nei lavori a Marina sostengono inoltre di aver completato le dighe soffolte, quelle sotto il pelo dell’acqua che dovrebbero fare da barriera al moto ondoso. «Corrisponde a verità - chiede ancora Gambini - che le ditte incaricate ritengono di avere completato il posizionamento e la costruzione delle dighe soffolte, mentre ciò non risulta agli Uffici della Provincia?».
Le competenze. Sullo stallo di competenze tra Regione Toscana e Provincia, Gambini ha le idee chiare perché ha dalla sua una sentenza della Corte di cassazione che dà ragione alle Province piemontesi. «La Regione deve garantire con fondi e personale il completamento di opere già iniziate dalla Provincia - dice Gambini - ma la competenza rimane in capo alla Provincia». Quest’ultima dovrebbe soprattutto spiegare perché in 15 anni le “dune” di ghiaia sono ancora lì e lo dovrebbe spiegare Andrea Pieroni, ex presidente della Provincia e ora consigliere regionale, che nell’ultima parte del mandato aveva anche le deleghe all’ambiente. Il problema, secondo alcuni residenti, è che il progetto è sbagliato all’origine, e questa loro considerazione l’anno esposta nelle tante proteste che negli anni si sono accavallate. «Le dighe di scogli sono state abbassate troppo - dice Gambini - e questo fatto crea una sorta di “trampolino” per le onde». Anni or sono, la prima stesura di ghiaia era stata fatta con sassi di ridotto peso e dimensione, tant’è che il vento di ponente ed il libeccio li riversavano sulla strada fino alle serrande degli esercizi commerciali. Ma anche con il nuovo materiale fatto di grossi ciottoli (scarti di lavorazione del marmo), il problema persiste perché si formano dune molto alte che ogni anno vanno spianate. «Il costo è di 12.000 euro all’anno solo per lo spianamento», dice Gambini.
Nuovo scenario. «Il paesaggio è totalmente mutato perché per mesi non si vede il mare», dicono i residenti. Ma anche le correnti sono cambiate dato che il mare incontra prima dighe soffolte, poi pennelli ed infine spiaggioni di ghiaia. Senza considerare che un altro tratto di costa sempre marinese è cambiato per il porto o meglio per l’approdo, visto che è stato realizzato in modo che non si possa né salpare né rientrare in caso di libeccio. C’è da aggiungere che il tratto di spiagge di ghiaia rappresenta l’unico modo di andare a fare un tuffo in mare senza pagare i 15 euro al giorno in media che impongono gli stabilimenti balneari. Evidentemente questi lavori non sono una priorità per nessuno.
La storia. La vicenda delle spiagge di ghiaia a Marina va avanti da anni, da quando il provveditorato alle opere marittime decise per conto del ministero di avviare questo tipo di intervento a difesa dell’abitato di Marina, di fronte alla crescita del fenomeno dell’erosione costiera. In una prima fase, le spiagge vennero formata da ghiaia di minor peso rispetto all’attuale, con il risultato che le mareggiate la riversavano sulle strade. Poi il progetto è stato rivisto con barriere soffolte e ghiaia di dimensioni maggiori: i risultati sono stati migliori ed è stato deciso di raddoppiare l’estensione delle spiagge di ghiaia a Marina. Ma questo secondo cantiere continua a dare problemi. E le polemiche sono infinite.
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