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Serfogli: «Mattonaia, l’unica soluzione è riproporre la gara»
PISA. «La gara per la realizzazione di una serie di opere pubbliche strategiche per la città, riqualificazione di lungarno Pacinotti, del retro di San Michele in Borgo, fognatura di Marina e...
PISA. «La gara per la realizzazione di una serie di opere pubbliche strategiche per la città, riqualificazione di lungarno Pacinotti, del retro di San Michele in Borgo, fognatura di Marina e riqualificazione di via Pietrasantina, dove la cessione dell’immobile Mattonaia costituisce il pagamento di parte del prezzo delle opere non rappresenta assolutamente un’operazione di finanza creativa, ma un’operazione prevista dall’art. 53 del codice dei contratti». Così Andrea Serfogli, assessore al bilancio del Comune di Pisa, replica a Municipio dei Beni Comuni e Una città in Comune. «È pretestuoso e propagandistico parlare di svendita nell’ipotesi in cui rispetto al prezzo di stima dell’immobile la gara vada deserta. Evidentemente il mercato valuta il valore di quel bene inferiore a quello della stima e nessuno presenta un’offerta».
Il consiglio comunale già nel 2005 decise di alienare il bene «scelta riconfermata a dicembre di questo anno - spiega Serfogli - È stata riapprovata la nuova stima aggiornata che tiene conto del degrado fisico del bene e del mutato andamento del mercato. Difficile pensare che questi alloggi possano essere completati per poter essere destinati ad edilizia sociale sovvenzionata. Hanno assorbito dal 1985 ai primi anni del 2000 circa tre milioni di euro a costi storici, non rivalutati, e per essere completati e adeguati agli standard di abitabilità previsti dalla legge dovrebbero impegnare oltre 1,5 milioni di euro aggiuntivi. Trattasi di edifici di particolare caratterizzazione architettonica, per i quali l’adeguamento agli standard essenziali di abitabilità rende necessari interventi edilizi e soluzioni tecnologiche economicamente incompatibili con il principio della sostenibilità del servizio Erp».
Sul fatto che si tratta di alloggi Erp e che il ricavato della vendita debba essere impegnato per finalità Erp «non si può evidenziare che gli stessi non sono mai stati considerati alloggi Erp dal momento dell’approvazione del piano sia nel corso dei lunghi anni successivi sia quando sono state disciplinate le competenze degli enti gestori e neppure da ultimo quando si sono redatti gli inventari dei beni immobili e piani di vendita; l’amministrazione ha comunque destinato parte delle risorse all'Erp, destinando 1,6 milioni di euro all’acquisto dell’ex ospedale americano e 1,7 milioni di euro per interventi Erp, cifra ben superiore a quella del contributo pubblico statale degli anni Ottanta. Vista la triste vicenda per la nostra città e le ingenti risorse impegnate senza alcun risultato risulta impensabile oggi impegnare ulteriore denaro pubblico. L’unica possibilità è quella di riproporre la gara di alienazione che purtroppo è andata deserta e che rappresenta l’unica possibilità di superare la situazione di degrado».
Serfogli cita anche uno stralcio tratto dal libro “Architettura contemporanea a Pisa” del professor Dringoli che recita, tra l’altro: «La previsione di alloggi convenzionati e negozi non appare molto in sintonia con le scelte tipologiche e formali operate da Carmassi. Gli alloggi previsti sono poco adatti ad anonimi assegnatari di alloggi convenzionati».
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