Sicurezza
Ammanchi, ex cassiere di Kinzica patteggia
Finiti sui conti personali almeno 43.000 euro del tesseramento dei soci alla scuderia automobilistica
PISA. Un bonifico all'Asi, quello vero. E uno sempre come beneficiario Asi (Automotoclub Storico Italiano), ma con un codice Iban diverso. Quello che coincideva era il conto corrente su cui venivano accreditati i soldi e i propri interessi personali.
Scoperto e denunciato per appropriazione indebita aggravata, quello che ormai è diventato l'ex contabile della scuderia automobilistica Kinzica, Pietro Antonio Perelli, 68 anni, di Pisa, ha patteggiato un anno e 600 euro di multa con la condizionale. In sede penale la Procura, dopo la querela della parte civile, che si è costituita con l'avvocato Carlo Francione, anche presidente della scuderia, ha contestato un ammanco di circa 43.000 euro. Kinzica ha avviato anche una causa civile lamentando, dopo una serie di ulteriori controlli nei bilanci, una sottrazione complessiva di almeno 103.000 euro. Davanti al giudice Luca Salutini con un'udienza si è aperto e chiuso il processo a carico dell'ex cassiere della scuderia che conta oltre mille soci. E proprio per tenere i conti di un'organizzazione con numeri importanti, la dirigenza aveva scelto Perelli, con un passato da bancario, per dare un'occhiata ai conti e provvedere alla gestione delle piccole spese. Nella rielaborazione del comportamento del contabile è stato messo a fuoco il sistema escogitato per far uscire soldi dall'associazione senza farsi scoprire. Almeno nell'immediato. L'alleggerimento della cassa è andato avanti dal 2009 al 2014. Vediamo come Perelli, nell'ipotesi dell'accusa, è riuscito a sottrarre soldi alla Kinzica sostenendo, una volta sentito in fase di indagini preliminari, di averlo fatto per aiutare un familiare in difficoltà finanziarie. Come iscrizione all'Asi i soci di Kinzica devono versare 120 euro per il tesseramento. Alla scuderia vanno 80 euro, il resto, 40, va girato all'Automotoclub Storico Italiano. Il tesoretto su cui poteva mettere le mani Perelli era discreto. Il bonifico originale per l'Asi autentica partiva con un Iban. Il contabile, però, aveva aperto attraverso il servizio home banking un conto personale e lo aveva battezzato Asi. Solo che l'Iban era diverso. Per cifre di poche centinaia di euro nessuno, nella scuderia, si metteva a controllare la coincidenza o meno del codice. Solo che il 24 dicembre è partito a favore dell'Asi un bonifico di 2.500 euro. Un socio si è accorto dell'anomalia e ha chiesto conto a Perelli dell'uscita. Un controllo sul codice Iban ha chiarito che quei soldi erano finiti sul conto Asi aperto dall'ex bancario e non all'associazione che si occupa di auto e moto storiche.
«Il socio-cassiere ha riconosciuto di aver sottratto alla scuderia nel periodo 2009-2014 la somma di 43.623 euro – informa l'avvocato Carlo Francione in una comunicazione ai soci – approfittando del suo ruolo e della possibilità di accedere al conto corrente della scuderia tramite home banking. La scuderia agirà in separata sede per il recupero del denaro sottratto».(p.b.)
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