Il Tirreno

Pisa

Un pisano firma la rivoluzione della sanità italiana

di Cristiano Marcacci

Il deputato Gelli sta portando al traguardo la legge sulla responsabilità dei medici

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PISA. Il deputato pisano Federico Gelli, medico specializzato in sanità pubblica, membro della commissione Affari sociali della Camera e della Commissione bicamerale per la semplificazione, responsabile nazionale Sanità per il Partito Democratico e presidente del Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana), è destinato a rimanere nella storia per due motivi.

Il primo è che la sua legge sta battendo tutti i record di velocità dell’iter parlamentare: nominato relatore il 5 agosto 2015, il 20 novembre ha incassato il sì della commissione e lo scorso 25 gennaio il via libera della Camera dei Deputati. Ora è pronto il passaggio al Senato, che la voterà nel giro di due-tre mesi dopo il superamento dello scoglio delle unioni civili. Il secondo motivo è che sempre la sua legge va a coprire un vuoto normativo esistente da oltre vent’anni.

Si tratta del ddl sulla responsabilità professionale dei medici, che riformerà il ruolo degli operatori sanitari. Un risultato molto atteso dall’intero ambiente, che punta sulla prevenzione dell’errore sanitario, aumenta le garanzie per i pazienti e restituisce dignità ai professionisti del settore. Evitando anche di destinare tra i 10 e i 14 milioni all’anno alla cosiddetta “medicina difensiva”.

La proposta legislativa di Gelli si concentra su vari aspetti della professione sanitaria. Uno dei passaggi fondamentali introdotti riguarda l'importanza per il professionista di attenersi alle linee guida. Operando nel loro rispetto, il medico che incorre in un evento avverso mortale o lesione personale, è esente da “colpa grave” e quindi dalla responsabilità penale, a meno che il giudice non rilevi la “specificità” del caso concreto. Le linee guida dovranno essere indicate dalle società scientifiche e dagli istituti di ricerca individuati con decreto del ministro della Salute e iscritti in un apposito elenco.

Molte altre le novità della riforma: l'azione penale nei confronti dell'esercente la professione sanitaria potrà avvenire solo per dolo e colpa grave. Inoltre, viene escluso dall'iter il possibile intervento da parte della Corte dei Conti sostituito dalla possibilità, riservata alle Aziende sanitarie, di rivalersi sul professionista, in sede civile; i verbali e gli atti conseguenti all'attività di gestione del rischio clinico non potranno essere acquisiti o utilizzati nell'ambito dei procedimenti giudiziali; il ruolo di coordinamento del risk management potrà essere svolto anche dai medici legali e da altro personale dipendente delle strutture sanitarie con adeguata formazione ed esperienza almeno triennale; l'ambito di intervento della responsabilità professionale viene estesa anche alle strutture socio-sanitarie; viene esclusa la possibilità di effettuare segnalazioni anonime al garante per il diritto alla salute; la responsabilità di tipo extracontrattuale, con conseguente ribaltamento dell'onere della prova e prescrizione dimezzata a 5 anni, viene estesa anche ai medici di medicina generale; viene rimandata a un apposito decreto del Ministero dello Sviluppo Economico l'individuazione dei requisiti minimi e delle caratteristiche di garanzie per le polizze assicurative delle strutture sanitarie.

Inoltre, in caso di cessazione definitiva dell'attività professionale per qualsiasi causa dovrà essere previsto un periodo di ultrattività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro i dieci anni successivi e riferite a fatti generatori della responsabilità verificatisi nel periodo di operatività della copertura. L'ultrattività è estesa agli eredi e non è assoggettabile alla clausola di disdetta.

«Non si tratta assolutamente di un provvedimento sbilanciato a favore dei professionisti – sottolinea l'onorevole Gelli – ma tende a ricostituire un nuovo equilibrio nel rapporto tra medico e paziente. Questa legge risponde a due problematiche, come la mole del contenzioso medico legale, che ha causato un aumento sostanziale del costo delle assicurazioni per professionisti e strutture sanitarie, e il fenomeno della medicina difensiva che ha prodotto un uso inappropriato delle risorse destinate alla sanità pubblica».

Quindi, garanzie per i professionisti della salute, tutele per i pazienti e riduzione dei costi. Gli obiettivi sono questi: innanzitutto c’è da mettere i medici nella condizione di poter lavorare con la certezza del diritto, adeguando il sistema italiano a quello del resto del mondo. Anche Romania e Bulgaria, ad esempio, hanno leggi simili a quella che sta partorendo in questi mesi il Parlamento.

«Alcune norme che verranno introdotte – riprende Federico Gelli – sono decisamente rivoluzionarie, come l’obbligo della conciliazione attraverso l’accertamento tecnico-preventivo da parte di un perito con cui è possibile evitare di sfociare in una causa legale. Inoltre, viene prevista l’azione diretta nei confronti della compagnia assicurativa dell’ospedale, anche perché sarà resa obbligatoria la copertura assicurativa per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private, che dovranno specificare la tipologia dell’assicurazione sul proprio sito web. Infine, sarà istituito un fondo di solidarietà per i cittadini danneggiati, che interverrà nel caso in cui le compagnie assicurative non coprano il danno riconosciuto all’utente. Insomma, il “ristoro” sarà comunque garantito, grazie ad una percentuale della polizza che andrà ad alimentare il fondo di solidarietà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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