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Pisa

Travolto dal treno, gambe amputate

Travolto dal treno, gambe amputate

Giovane seduto di notte sulla banchina si è allungato verso i binari. Il macchinista non lo ha visto e il convoglio l’ha centrato

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PISA. Quello che era il giaciglio per la notte si è trasformato in una trappola che gli ha fatto perdere le gambe. Una, quella sinistra, per intero all'altezza dell'anca. Per la destra l'amputazione parte da sopra il ginocchio. Un incidente in cui l'azzardo prevale sulla fatalità.

È accaduto poco dopo le 1,30 di martedì mattina alla stazione centrale dove un marocchino di 29 anni è stato travolto da un treno merci diretto a Pomezia. Il macchinista non si è accorto subito dell’impatto. È stato un addetto alla manutenzione a imbattersi nel corpo dopo circa un'ora.

Il 29enne è formalmente domiciliato a Capannori.  Stando a quanto riferito dalla polizia ferroviaria, grazie anche alle telecamere, il giovane si è adagiato sul marciapiede.

Sulla banchina ha trovato il suo primo punto di appoggio. E lì si è fermato e addormentato in un torpore da isolamento. Quando, intorno alle 1,40, il treno merci proveniente dal nord e diretto nel Lazio, è entrato in stazione, ci sono state due persone che non si sono rese conto della reciproca presenza: il macchinista e il marocchino che aveva allungato le gambe sui binari.

Il risultato è stato il passaggio del convoglio che ha falciato il 29enne, pronto a risvegliarsi di schianto e a ripiombare in uno stato agonizzante dopo essersi ritrovato con le gambe maciullate. Lo hanno trovato quasi svenuto i soccorritori del 118 che con gli agenti della Polfer e della questura sono intervenuti per i primi soccorsi.

Il personale sanitario ha trasportato il nordafricano al pronto soccorso e da qui i medici lo hanno trasferito in sala operatoria dove è uscito per finire in rianimazione in prognosi riservata. L’incidente è avvenuto lungo il binario 1, lo stesso lungo il quale lunedì mattina il prefetto Attilio Visconti e i vertici delle forze dell’ordine hanno fatto una sosta durante il sopralluogo per la messa in sicurezza della stazione. Via i bivacchi con barriere protettive e un’intensificazione dei controlli attraverso le telecamere. La zona, infatti, è un ritrovo ideale di spacciatori e consumatori di droga, ma anche di senza fissa dimora che trovano ripari di fortuna lungo i binari in edifici dismessi delle ferrovie.

Lungo il binario 1 è stata annunciata la potatura di alberi per migliorare la visuale della videosorveglianza che stata potenziata. Anche in questa zona stato chiesto a Rfi di intervenire con alcune barriere anti-intrusione.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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