La manifestazione
Autista aggredito: "Non risalgo sul bus, temo possa risuccedere" - Video
Pisa: parla Massimo Barsotti, l’autista della Ctt Nord picchiato selvaggiamente da un uomo di 30 anni arrestato poco dopo dai carabinieri in via Garibaldi. Il giudice non convalida l'arresto, solo obbligo di firma. Zavanella: "Ora security privata"
PISA. “Mi sento vuoto, provo molta ansia addosso, non sono riuscito a dormire. Ci vorrà del tempo prima che ritorni a guidare il bus. Dispiace anche perché finora nessuno dei vertici dell’azienda mi ha chiamato per esprimermi solidarietà”. Parla Massimo Barsotti, l’autista della Ctt Nord picchiato selvaggiamente ieri, martedì 16 febbraio, da un albanese di 30 anni arrestato poco dopo dai carabinieri in via Garibaldi a Pisa.
Barsotti è amareggiato. “Moltissimi colleghi e amici mi hanno chiamato per chiedermi come stavo, ma sono passate quasi 24 ore da quando è successo e nessuno dai vertici dell’azienda mi ha chiamato per esprimere solidarietà”, dice l’autista parlando fuori dall’aula di tribunale dove si tiene il giudizio per direttissima che dovrà stabilire la pena per il suo aggressore.
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Un’aggressione nata per futili motivi, per una precedenza mancata e un diverbio. “Stavamo percorrendo entrambi via Garibaldi, l’avevo scorto nello specchietto, mi ha superato a sinistra e credevo che avrebbe proseguito nella mia direzione, in via Santa Marta. Invece mi ha tagliato la strada – racconta l’autista – ho dovuto frenare energicamente, e d’istinto gli ho suonato. Ma per me sarebbe finita lì. Io sono dovuto scendere dall’autobus per accertarmi delle condizioni dei passeggeri. C’erano 70-80 ragazzi a bordo, e per controllare che tutti stessero bene non potevo passare dal corridoio centrale, così ho aperto le porte e sono sceso in strada. Non appena mi ha visto, quel ragazzo ha gettato a terra il motorino, mi è venuto incontro e, dopo varie offese, mi ha sferrato un cazzotto. Sono finito a terra, mi sono rialzato senza reagire, ma ho chiamato subito i carabinieri. Dopo pochi secondi mi aggredito di nuovo, alle spalle. Non si fermava, era una furia, così sono scappato a piedi, ma ha continuato ad inseguirmi finché non ho sentito le sirene dei carabinieri”
Ora Barsotti temo che possa risuccedere. “Ho il terrore – dice - Ormai sono troppi gli episodi di violenza ai danni di chi guida i bus in città. Non so quando riuscirò a tornare alla guida, stanotte non sono riuscito a dormire”. Per il dolore, certo, Barsotti ha rimediato un tagli suturato con sette punti in bocca, all’altezza della guancia sinistra, un taglio anche sull’orecchio sinistro e una lesione al destro, oltre ad ematomi e contusioni al collo. “Ma a pesarmi di più è la paura, tempo di poterlo incontrare di nuovo, che mi venga a cercare, tanto non gli faranno niente”. E in effetti, il suo aggressore se l’è cavata con poco. Il giudice non ha convalidato l'arresto, ma solo imposto l’obbligo di firma. Prima dell’udienza l’autista ha ricevuto le scuse del fratello, a nome di tutta la famiglia. “Be’ un gesto apprezzabile, da parte sua e dei genitori le ricevo volentieri, ma prima di perdonare questo ragazzo deve passare un po’ di tempo. Deve imparare a comportarsi, sembrava un animale, voleva solo picchiare”. Barsotti però non si costituirà parte civile. “No, non chiederò il risarcimento perché non ho fiducia nella giustizia. Tempi lunghi, costi molto alti e nessuna certezza. Spero solo mi passi in fretta questa brutta sensazione”.
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"Allucinante - dice il presidente di Ctt Nord, Andrea Zavanella - Siamo ormai di fronte ad un’escalation di episodi di violenza ai danni del nostro personale durante lo svolgimento delle proprie funzioni. Dalla mancanza di legalità: violazioni del codice della strada, borseggiatori, passeggeri senza biglietto alla violenza contro chi, autisti e verificatori cercano di ristabilirla". Zavanella ci tiene a precisare: "Ho provato a chiamare il nostro autista, ma deve aver avuto il cellulare spento o occupato. Ma esprimerò a lui vicinanza e supporto ovviamente"
"Certo - continua Zavanella - mi auguravo che il responsabile del pestaggio sarebbe stato punito con fermezza, sapere che invece non è neppure in arresto mi lascia basito, è un segnale brutto". Penso che si debba rilanciare anche un coordinamento tra i vari soggetti istituzionali sul tema della sicurezza sui mezzi pubblici che è fondamentale per tutelare il nostro personale e anche l'utenza che rischia di essere spaventata da notizie come quella di oggi. L'azienda oltre ai progetti relativi ad AVM e telecamere a bordo intende anche sperimentare forme di security privata soprattutto per le linee e gli orari più a rischio (extraurbani, serali etc) ma è evidente che fatti come quello di ieri avvenuto in pieno giorno, in pieno centro e in presenza di molte persone è allucinante".
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