Il Tirreno

Pisa

I posti per disabili? A un km dal binario

di Stefano Taglione
I posti per disabili? A un km dal binario

La strana scelta fatta da Pisamo lungo via Quarantola

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PISA. I loro posti auto sono i più lontani di tutti, quando il buon senso suggerirebbe il contrario.

Se un disabile automunito che arriva alla stazione di Pisa Centrale vuol prendere il treno sa già che dovrà percorrere un chilometro sotto nessun riparo e condividendo il tragitto con le automobili, visto che il camminamento si trova nel bel mezzo delle corsie e non su un marciapiede dedicato. Dal 3 febbraio, da quando Metropark ha regolamentato l’accesso all’immenso parcheggio della stazione raggiungibile da via Cesare Battisti, per i portatori di handicap le cose sono cambiate, in peggio. Prima la sosta delle loro auto era tollerata, visto che l’ingresso all’area era sprovvisto della sbarra automatica, mentre ora non è più contemplata. Sette strisce gialle sono state dipinte da Pisamo in via Quarantola, fuori dall’area di Metropark, a 1.000 metri dal binario uno. Una distanza che difficilmente può essere coperta da un disabile, da solo, senza che nessuno lo aiuti. I dipendenti della Sala blu di Rete ferroviaria italiana – il personale che assiste i disabili – per altro, da contratto, non può andare ad accogliere i portatori di handicap fuori dalla stazione, ma può farlo solamente nell’atrio o nei locali adibiti all’assistenza clienti, fra l’ingresso dell’edificio e i binari. All’ingresso dell’immenso parcheggio gestito da Metropark (300 posti, di cui molti ieri vuoti) ci sono solo strisce blu e pochissime gialle per carico e scarico.

Ci lasciano l’auto i dipendenti di Ferrovie dello Stato e chiunque altro voglia, pagando 100 euro al mese o 1,50 l’ora (per i pendolari, abbonati a Trenitalia, la tariffa è di 80 euro al mese). Gli stalli non sono assegnati a nessuno: chi arriva per primo, mette la macchina dove vuole. La sbarra di accesso, vicino via Quarantola, non è presidiata e per aprirla si utilizza il badge in dotazione o si ritira il biglietto. Fra poche settimane sarà così anche dal lato di via Corridoni, dove c’è un secondo spazio, molto più piccolo, sempre all’interno della zona di competenza di Fs. I disabili, insomma, non hanno altra scelta che lasciare l’auto a un chilometro (come spiegato anche sul sito di Metropark, dove non si fa cenno della distanza da percorrere, ma solo che i posteggi sono «esterni») o essere accompagnati, perdendo la loro già precaria autonomia.

La maggior parte di loro – come confermano gli addetti ai lavori – in verità arriva a bordo dei pulmini delle cooperative o con i taxi. Chi però è in grado di guidare, ad esempio grazie alle macchine con i comandi al volante, potrebbe farne a meno, ma non certo al prezzo di farsi in carrozzina due chilometri al giorno (uno all’andata, l’altro al ritorno, una follia per chi si muove con difficoltà) o di pagare 80-100 euro al mese come tutti gli altri. Trenitalia fa sapere che Pisamo ha in programma di incrementare le strisce gialle in piazza della Stazione, a qualche decina di metri dall’ingresso dai binari. Al momento ve ne sono solo due, al servizio anche del quartiere come del resto quelli vicino via Cesare Battisti, ma l’area adiacente non è comunque priva di barriere architettoniche, al contrario del grande parcheggio che invece – se non fosse lungo un chilometro – sarebbe percorribile più facilmente. Metropark, insomma, nel parcheggio non ha previsto posti gialli. E se un portatore di handicap volesse essere accompagnato in macchina, al guidatore non resta che entrare e uscire in 10 minuti (dall’undicesimo in poi si paga la prima ora, 1,50 euro), un tempo assolutamente insufficiente per lasciare l’auto e recarsi fino all’atrio alla stazione, dove il personale della Sala blu di Rfi aiuta i disabili a salire e scendere dai treni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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