Il dolore
«Botte all’asilo, non sapevamo»
Le educatrici della sezione non coinvolta: nessun provvedimento disciplinare nei nostri confronti
PISA. «Non ci è stato notificato alcun avviso di garanzia né siamo state sottoposte ad alcun procedimento disciplinare». Lo precisano le educatrici della sezione non coinvolta nel caso delle botte all’asilo nido, che aggiungono: «Non è vero che sapevamo da tempo di maltrattamenti a danni dei bambini frequentanti l’asilo altrimenti avremmo provveduto a darne comunicazione senza altro indugio alle autorità. Solo il 19 gennaio 2016, l’ausiliaria che ha denunciato i fatti dei quali era a conoscenza diretta, l’ha riferito alle sottoscritte». Nel colloquio del 19 gennaio scorso con i carabinieri, le educatrici della sezione non coinvolta hanno ribadito la loro estraneità ai fatti contestati alle colleghe e detto di aver assistito «ad una sola errata azione pedagogica da parte di quest’ultime, nel maggio del 2015, di cui hanno parlato con le interessate e che l’episodio non si è mai più ripetuto».
Giunta e commissione. Del caso delle violenze all’asilo nido ha parlato anche la giunta comunale nel corso della seduta convocata ieri a San Rossore: sono attese comunicazioni sui primi provvedimenti. Inoltre, la prima commissione consiliare di controllo aprirà un fascicolo, come annuncia il suo presidente Giovanni Garzella: «La prima commissione di controllo e garanzia, che per incarico del consiglio comunale sta analizzando le fidejussioni, ha deciso alla unanimità, una volta concluso questo mandato, di procedere ad affrontare la questione delle violenze all’asilo nido».
Cobas. «I comportamenti della o delle educatrici in causa non hanno attenuanti e dovranno essere perseguitianzionati ed a questo sta pensando la magistratura. Le reazioni emotive si possono capire e anche condividere, ma sulle modalità di superamento e prevenzione di queste angosciose vicende vorremmo provare a fare una riflessione pacata», scrivono in una nota i Cobas Pubblico Impiego. «Si sta enfatizzando la questione del controllo ai fini di prevenzione: il controllo assolve una funzione importante, ma logicamente è posteriore ai fatti. E’ prima - aggiungono - che bisogna intervenire con professionalità. Ad esempio, è necessario un sostegno periodico ai collettivi delle educatrici nel cercare superare le difficoltà di ogni giorno; è necessario un coordinamento pedagogico di cui ancora oggi l’amministrazione non ha bandito il concorso; è necessario riconoscere che questo lavoro non può essere svolto adeguatamente oltre una certa età: si deve dare la possibilità di cambiare se richiesto; è necessario che la collettività tutta prenda coscienza che il profilo professionale di quanti operano in questi settori così delicati sia di alto profilo ed imponga una formazione vera». Per i Cobas l’amministrazione comunale «sbaglia a magnificare la filiera dei controlli: si tratta di retorica, di chiacchiere che si nascondono dietro linguaggi oscuranti, meglio se con termini inglesi: molto più necessaria sarebbe un’attività di programmazione e di gestione che parta dalla realtà di un servizio difficile, ma bello e fondamentale per il presente e per il futuro di tutti noi».
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