Il Tirreno

Pisa

Telecamere e recinzioni

di Pietro Barghigiani
Telecamere e recinzioni

Prime mosse nel contrasto a degrado e spaccio. Barriera anti-intrusioni

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PISA. Sottrarre spazi al degrado, aumentare i controlli. Sia diretti con l’impiego delle forze dell’ordine, sia con la videosorveglianza.

Due mosse per ottenere un risultato: rendere più sicura la stazione.

Il punto sui lavori fatti e le prospettive di intervento nel breve e medio periodo sono stati messi a fuoco ieri mattina. L’occasione è stato un sopralluogo con il prefetto Attilio Visconti, il questore Alberto Francini, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Andrea Brancadoro e il vicecomandante della polizia municipale, Tiziana Lensi. Nel ruolo di “padrone di casa”, il responsabile della Polfer, Francesco Verduci. Nel tour tra i binari si è visto quello che è stato portato a compimento e ascoltato quello che sarà l’impegno per liberare la stazione di balordi, borseggiatori e quel giro di spaccio che ha nella zona il suo habitat naturale.

I controlli. Da quando, ai primi di dicembre, sono stati intensificati i controlli interforze (polizia, carabinieri, vigili urbani e Guardia di finanza) sono state arrestate dieci persone (6 dai militari e 4 dalla questura) con un centinaio di denunciati. I turni, coordinati dalla questura con l’utilizzo anche dell’esercito, prevedono una decina di pattuglie dei vari corpi di polizia. Si alternano nelle fasce orarie della giornata. A rotazione le divise sono schierate dalle 8 alle 14 e poi dalle 14 alle 20.

Telecamere con vista. Sul binario 1, ritrovo di tossicodipendenti, dopo una pulizia dagli effetti già evidenti, verranno potati gli alberi che oscurano la visuale della videosorveglianza e già una ripulitura significativa è stata conclusa con la rimozione di decine di siringhe tra la linea ferrata e quello che resta di un verde malato di smog e incuria.

Alla proprietà di Rfi è stato anche chiesto di provvedere alla recinzione del monumento ai caduti sul lavoro per rendere inutilizzabile la banchina alla base della lapide che ricorda i ferrovieri morti.

Ma lo sforzo della videosorveglianza - sono un’ottantina gli occhi elettronici piazzati nella stazione - sarà dedicato anche a una vigilanza attiva. Le immagini serviranno alla Polfer per individuare chi bazzica la zona pur non essendo un pendolare o uno che usa il treno. Quella galleria di personaggi, tra lo sbandato e il piccolo spacciatore che alimenta il sottobosco fisiologico di ogni stazione, non sarà lasciata in pace.

«Le immagini serviranno per capire chi sta in stazione e non certo per prendere il treno – spiega il prefetto –. A questi personaggi la Polfer chiederà conto di una presenza accertata con le telecamere».

Divisioni e protezioni. Sul lato sud-est del binario 13, Rfi ha portato a termine proprio ieri la recinzione estesa per alcune centinaia di metri che diventa così una barriera tra gli ex depositi Cemes (ora di proprietà di Rfi) e l’area ferroviaria. Un ostacolo utile a bloccare gli accessi di sbandati e che ha già rivelato tutta la sua efficacia. «Il movimento di un tempo è finito» spiega un agenti della Polfer.

Verso Porta a Mare che, tradotto, significa binario 14, simbolo della terra di nessuno, la situazione è migliorata per il cantiere del People Mover. Dagli scippi al cemento armato, dallo spaccio alle rotaie della navetta che porterà entro l’anno i turisti dalla stazione all’aeroporto.

Sos estate. «Faremo un comitato per studiare un piano per l’estate – anticipa il prefetto –. Mi riferisco all’aumento dei passeggeri e, di conseguenza, dei possibili rischi». L’obiettivo è presentare una stazione che si vorrebbe frequentata solo da chi usa il treno. E per centrare il bersaglio si punta ad allontanare il contorno di questuanti e borseggiatori che rendono insicura la porta di accesso alla città che ogni anno vede passare sotto i portici almeno 17 milioni di persone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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