Sicurezza
Un saccheggio durato dal 2001 al 2012 ai danni della Cemes
PISA. Una truffa lunga undici anni ai danni della Cemes. Dove la fiducia della proprietà nell’impiegata rivelatasi infedele ha giocato un ruolo centrale. Interrogata dal pm il 13 giugno 2012, l'ex...
PISA. Una truffa lunga undici anni ai danni della Cemes. Dove la fiducia della proprietà nell’impiegata rivelatasi infedele ha giocato un ruolo centrale.
Interrogata dal pm il 13 giugno 2012, l'ex segretaria Roberta Mannino «ha reso piena ammissione dei fatti dichiarando che, poco dopo la sua assunzione, essa si rese conto che i controlli contabili interni erano molto lacunosi e che c'erano i presupposti per tentare di sottrarre della cifre di denaro all'azienda» recita un passaggio dei giudici d'appello nella sentenza civile.
La donna aveva ammesso anche di aver reiteratamente, e per anni, falsificato la firma del dottor Raffaele Madonna «facendo un copia-incolla cartaceo e di aver sottratto denaro aziendale non solo per farlo transitare sul conto corrente intestato al marito e alla suocera, ma anche per pagare direttamente acquisti da lei fatti presso terzi».
La tesi della difesa, a livello civile, non era stata accolta. La Corte d'Appello aveva bocciato i motivi del ricorso contro il pronunciamento di primo grado. E li aveva definiti contraddittori quando, nella versione dei ricorrenti, «imputano all'azienda di non aver esercitato controlli adeguati e, d'altro canto, avanzano la nuova tesi per cui le somme ingenti in discussione erano compensi meritati e spontaneamente erogati dai vertici aziendali».
Per i giudici di secondo grado «i falsi commessi erano incompatibili con la nuova tesi della Mannino per cui costei avrebbe ricevuto compensi elevatissimi per il suo reale ruolo dirigenziale (e non invece di segretaria amministrativa)».(p.b.)
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